Daniele Maggioli – Madame [anteprima video esclusiva]

E’ uscito lo scorso novembre La casa di Carla, il nuovo ep di Daniele Maggioli, artista istrionico, cantautore e in parallelo membro del Duo Bucolico. Cinque brani in cui si incontrano atmosfere dilatate e canzone d’autore, nati come colonna sonora per uno spettacolo teatrale, ma trasformati in un piccolo trattato musicale sull’incomunicabilità e l’emotività urbana.
Oltre ad aver scambiato due chiacchiere con lui, ospitiamo con piacere in anteprima su Lamusicarock il videoclip di Madame. 
Inoltre, vi consigliamo vivamente di andare a sentire Daniele al Cicco Simonetta di Milano giovedì 1 febbraio.

 

 

di Eleonora Montesanti

 

io cerco il tuo odore dentro la notte io cerco il tuo odore e non trovo niente
tu solo un ricordo dentro il mio letto io senza memoria io che ti aspetto
ora dove sei? ora dove sei? e quale odore hai, madame
qui luce d’inverno, resina e fiori tu persa nel buio di tutti i colori
ora dove sei? ora dove sei? e quale nome hai, madame

 


 

Daniele, parliamo della tua ultima uscita discografica, l’ep La casa di Carla. So che i cinque brani che lo compongono sono stati realizzati per uno spettacolo teatrale intitolato Approssimazioni. C’è un ulteriore filo conduttore che unisce tutti i pezzi?
In realtà i brani sono nati tutti insieme per “Approssimazioni” (era il 2014 e Alex Gabellini – un amico attore e regista – aveva affidato a me e Marco Mantovani la parte musicale della messa in scena). Lo spettacolo raccontava di una coppia che si era lasciata e del “rovello” che restava nel protagonista, che per qualche motivo non riusciva a capire perché le cose erano andate male… Insomma, lavorare su questi temi per un cantautore è piuttosto naturale. Quando tre anni dopo ho deciso di registrare le canzoni, mi sono chiesto se privilegiare la compattezza musicale (infatti sono brani con un linguaggio piuttosto disorganico), o se privilegiare il concept per cui erano stati composti. Ha vinto la seconda scelta. In ogni caso sono tutte canzoni che parlano di incomunicabilità e di emotività, tutte circondate da un’atmosfera urbana, come se una città non meglio identificata avvolgesse queste storie dolci e amare… E devo dire che il tema dell’incomunicabilità e della città sono le due ossessioni dominanti della mia scrittura, guarda caso…

Il personaggio di Carla è ispirato al poemetto avanguardista La Ragazza Carla di Elio Pagliarani, scritto negli anni Cinquanta. La tua Carla, invece, vive nel presente?
“Di là dal ponte della ferrovia / una trasversa di viale Ripamonti, c’è la casa di Carla”, così inizia il poemetto di Pagliarani. Il suo era il tipico sguardo del provinciale che arriva nella metropoli e cerca di afferrarla, di capirla, come chiave della contemporaneità. Uno sguardo che però voleva essere sperimentale e pieno di avventura intellettuale. In questo modo di vedere straniato, anche io assomiglio a Pagliarani (che era originario di Rimini) e la mia Carla, la “nostra” Carla, allo stesso modo si aggira in una città sospesa, quasi sfuggente, come in una fotografia sovraesposta. La mia Carla siamo anche tutti noi che non riusciamo a trovare una formula rassicurante per capire il mondo e le sue metamorfosi. In qualche modo il presente incombe su di lei, ma non può essere descritto in bella calligrafia.

Raccontaci qualcosa riguardo al video di Madame, che abbiamo il piacere di ospitare in anteprima qui su Lamusicarock…
L’autore del video è Inserire Floppino, musicista della scena underground (Uyuni e San Leo, tra gli altri, oltre alle sue performance elettroniche), e artista visivo orgogliosamente fuori dalle scene. Quando collaboro con qualcuno (musicisti, videomaker, grafici) mi piace delegare completamente il lavoro. Mi piace stupirmi quando viene fuori un prodotto del tutto inimmaginabile per me. E’ piacevole mettere le mie canzoni al servizio della creatività degli altri, anche a costo di non avere il controllo su tutto. In genere funziona, come in questo caso, perché Inserire Floppino è stato totalmente libero di sperimentare qualsiasi soluzione gli venisse in mente, senza avere l’ansia di comporre un prodotto che stia dentro uno stile predefinito. L’unico suggerimento che gli ho dato è stato quello di mettere la mia faccia nel video, perché volevo dare un appiglio a chi lo avrebbe guardato, e perché venivo da altri video molto astratti, che volevo in qualche modo rinnegare… Io tendo sempre a rinnegare le mie cose precedenti, anche se è una pratica controproducente, perché ti rende poco identificabile.

Qual è qui il legame tra musica, parole e immagini?
Credo che nel video ci sia un dialogo tra l’individuo e il paesaggio, ma è un dialogo complesso, per le stesse ragioni di cui ti parlavo sopra. Infatti, né la mia faccia né il paesaggio si svelano mai apertamente, è tutto un gioco emotivo di suggerimenti e di fraintendimenti tra visione e suono, e credo che il brano acquisti valore, pur rimanendo in qualche modo enigmatico, come è giusto che sia. In più, mi piace molto il contrasto tra l’arrangiamento raffinato della canzone e la ruvidezza lo-fi delle immagini. Un video del genere con un brano di elettronica à la Kraftwek probabilmente sarebbe stato troppo didascalico. Credo che un videoclip (cosi come l’opera d’arte in generale) non debba spiegare nulla, anzi dovrebbe aggiungere un’altra dimensione, magari fuorviante, perché sono convinto che, così come gli artisti, anche gli ascoltatori debbano prendersi delle responsabilità nell’interpretazione nel momento in cui ascoltano una canzone. Io voglio pensare che il pubblico sia intelligente, non mi va di trattarlo come una capra.

Quali sono gli artisti – del passato o del presente – che ti hanno accompagnato (negli ascolti, nelle letture, nelle influenze, …) durante la nascita di questi brani?
Ci sono molte cose che ho ascoltato che non si sentono in questo disco. Forse io e Marco Mantovani (che con me ha arrangiato i brani) avevamo in mente gruppi come Cinematic Orchestra, Massive Attack, Portishead e Sigur Ros, ovviamente. E anche artisti come Jon Hopkins, Nils Frahm o Four Tet. Probabilmente mentre scrivevo i brani ascoltavo molto le cose soliste di Thom Yorke e poi i Flaming Lips, Sufjan Stevens, St. Vincent, Feist, Animal Collective. Come vedi, quasi nulla di italiano, sia vecchio che nuovo, anche se so bene che non lo si direbbe, visto che disco è molto cantautoriale. Su piano letterario potrei dirti, oltre a Elio Pagliarani, Edoardo Sanguineti, Manganelli, Arbasino, alcune cose di Ennio Flaiano. Invece su questo piano, come vedi, tutti italiani… Insomma, ho un modo di fruire la cultura piuttosto disordinato.

Dopodomani sera porterai il tuo “solo tour” per la prima volta a Milano, precisamente al Cicco Simonetta. Cosa rappresenta per te suonare la tua musica di fronte a un pubblico?
Da novembre ad ora ho portato in giro questo mio quinto disco un po’ in tutta Italia. Giro da solo e questa cosa mi fa stare bene anche se mi rende malinconico… con la mia chitarra, un pedale di riverbero e un piccolo campionatore, che cerco di usare con parsimonia, perché voglio lasciare le canzoni molto nude e creare un’intimità “poetica” con chi mi ascolta. La data di Milano al Cicco Simonetta per me è molto importante perché amo quel locale e perché amo questa città, da tanti bistrattata, eppure forse per questo piena di fascino. Giro per Milano un po’ con lo stesso sguardo di Carla, che nei primi anni cinquanta dalla periferia di viale Ripamonti arrivava al Duomo come fosse una sorta di allegoria del’Italia stessa.

Oltre a questi concerti, cosa c’è nel futuro di Daniele? E in quello di Carla?
Nel mio futuro ci sono le canzoni, come sempre. Mi sono appena rimesso al lavoro col mio socio del Duo Bucolico per scrivere il disco nuovo, che vorremmo pubblicare il prossimo inverno. In più, ho già diverse mie canzoni nuove nel cassetto, che vorrei pubblicare presto. Ho anche un progetto più elettronico e strumentale, Novalis, a cui sto lavorando… Insomma, la musica è il mio atroce orizzonte.​ Carla invece lavora in un ufficio a Milano, a quanto pare… “Carla Dondi fu Ambrogio di anni / diciassette primo impiego stenodattilo / all’ombra del Duomo”.


Ecco dove potrete vedere e ascoltare Daniele in concerto nelle prossime settimane: 

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