Tag: linda bertolo

Motta: la recensione di “Vivere o Morire”

Motta: la recensione di “Vivere o Morire”

Recensioni
Quando sento dire che la musica italiana fa schifo, che artisti come De Andrè o Guccini non ce ne saranno mai più, che quello che c’è in giro adesso sono solo “merdate pseudo cantautoriali” credo che non abbiano mai sentito nemmeno nominare Motta. Recensione di Linda Bertolo Per chi non lo conoscesse, Francesco Motta, cresciuto con il metodo Yamaha (percorso di apprendimento musicale per bambini che si basa sull’imitazione e accumulazione, un po’ come imparare a parlare, si inizia dopo aver ascoltato tante parole), a metà degli anni 2000 entra a far parte, insieme a Francesco Pellegrini (attualmente chitarrista degli Zen Circus) e Simone Bettin, dei “Criminal Jokers” gruppo che esordisce nel 2010 con l’album in inglese “This was supposed to be future”  prodotto da Appino (Frontman de
Motta live @ Flower Festival  Collegno – la recensione

Motta live @ Flower Festival  Collegno – la recensione

Live Report
Arrivo presto a Collegno, e ho tempo di guardarmi intorno e rabbrividire un po’, infatti il Flower Festival si svolge nel cortile di un ex manicomio, una di quelle grosse costruzioni che incutono un po’ di timore. Fortunatamente la gente comincia ad arrivare e non ci penso più. Live report di Linda Bertolo Il primo a suonare è Andrea Nabel, un cantautore che assomiglia vagamente a Max Gazzè, con una voce particolare, che mi ricorda quella di Antonella Ruggiero. Dopo due canzoni va via l’audio e l’ultima la sentono praticamente solo quelli sotto al palco. Dopo arriva Andrea Laszlo De Simone con la sua band e li adoro già, lui sembra Frank Zappa ed è tutto molto anni 70. Durante la loro esibizione vedo tra il pubblico Eugenio, Lorenzo e Paolo degli Eugenio in Via Di Gioia, e sapendo esse
The Zen Circus “Il fuoco in una stanza” tour @ Alcatraz – live report

The Zen Circus “Il fuoco in una stanza” tour @ Alcatraz – live report

Live Report
Un Capodanno di un po’ di anni fa… “Linda, conosci gli Zen Circus?” “No” “Ascoltali, secondo me ti piacciono” Cerco su Amazon e trovo “Andate tutti affanculo”… Diventò immediatamente il mio album preferito ancor prima di ascoltarlo. A malincuore prima di entrare mi fanno buttare il panino e l’acqua che ho nello zaino, infrangendo così il mio sogno di conquistare Appino con una bottiglietta d’acqua del discount e un panino vegano. L’Alcatraz questa sera si riempie lentamente, ho tutto il tempo di scegliere un posto dove riuscire a vedere bene e ovviamente comprare la maglietta e la spilletta con scritto “Andate tutti affanculo”. A ripensarci però forse avrei dovuto comprarne 7 di magliette, una per ogni giorno della settimana, anzi 6 perché per il venerdì ho quella di quello che
I MINISTRI e il loro “FIDATEVI” @ Alcatraz Milano – il live report del concerto

I MINISTRI e il loro “FIDATEVI” @ Alcatraz Milano – il live report del concerto

Live Report
"E’ importante che non ci sia il sole che manda sempre tutto a puttane" e infatti l’Alcatraz per i Ministri è pieno, sold out, e nonostante piova e sia lunedì. Live Report a cura di Linda Bertolo Mi guardo intorno e vedo gente di tutte le età, dai ragazzini di 15 anni fino ai signori di 70 e secondo me è una cosa positiva, perché io credo che la bella musica non abbia età ma soprattutto perché a quasi 40 anni non mi sento fuori luogo…Dietro al palco il grosso squalo della copertina dell’ultimo album, riprodotto in rosso anche sulla gran cassa della batteria.   In attesa dell’inizio del concerto vedo Mauro Pagani e capisco che la sorpresa annunciata dai Ministri sarà proprio lui. Timidamente gli chiedo di fare una foto e lui gentilissimo e disponibilissimo mi accontenta, questi sono
Zen Circus: Analisi semiseria de “IL FUOCO IN UNA STANZA”

Zen Circus: Analisi semiseria de “IL FUOCO IN UNA STANZA”

Recensioni
La recensione del nuovo album degli Zen Circus, “Il fuoco in una stanza”,  a opera di Linda Bertolo. Sto ascoltando da giorni il nuovo album degli Zen Circus e credo di poter affermare che questo sia il loro lavoro più bello e più completo. Se avete 20 o 30 anni so già che inorridirete di fronte a questa mia affermazione, un po' perché fa figo dire che il migliore sia “Villa Inferno” o al massimo “Andate tutti affanculo” per far capire che li ascoltate da sempre e un po' proprio per una questione di età. Io ho quasi quarant'anni come Appino (abbiamo esattamente 19 giorni di differenza, coincidenze? Io non credo) e anche se siamo nel pieno dell'adolescenza dobbiamo fare i conti con il passato ma soprattutto con il futuro. Meno incazzato e meno triste rispetto ai suoi album solis