Tag: esordio

Zuin: Per tutti questi anni – La recensione

Zuin: Per tutti questi anni – La recensione

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Per tutti questi anni è l'esordio intimo, spontaneo e bellissimo del cantautore brianzolo Zuin.     di Eleonora Montesanti         Per tutti questi anni, il disco d'esordio di Zuin che arriva dopo l'anticipazione dell'EP Io non ho paura e la partecipazione al concertone del Primo Maggio a Roma, è un concentrato di genuinità è intimità, tra sogni, paure, amori e amicizie. L'identità di questo disco già di per sé è qualcosa per cui vale la pena prendersi un'oretta per ascoltarlo: non tutti i dischi permettono di fare un viaggio dentro e fuori da sé e guardarsi nella propria interezza. Zuin prende i primi trent'anni della sua vita e sviscera gli avvenimenti che sono stati i più significativi per il suo universo emotivo, marcandolo irrimedi
Refilla: Due – la recensione

Refilla: Due – la recensione

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Due è il disco d'esordio della band alternative rock Refilla, in bilico fra paradossi e contraddizioni.     di Eleonora Montesanti    Prima di cominciare a parlare di Due, il disco d'esordio dei Refilla, è molto importante descriverlo attraverso le loro parole: "L'enantiosemia è una parola che significa contemporaneamente qualcosa e il suo contrario. La parola greca pharmakon ha questa proprietà, e significa sia cura che veleno. In effetti molti farmaci che abbiamo in casa potrebbero ucciderci se presi in dosi elevate, e molti veleni sono stati usati per trovare le cure di altrettante malattie. Quando cresci diventi più saggio ma ti senti anche più confuso. Hai l'impressione che i contorni delle cose si facciano meno netti, che il bianco e il nero si confondano in u

Asgeir Trausti: In The Silence – la recensione

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Emiliano D’Agostino Asgeir Trausti: grazie per aver abbandonato lo sport in favore di una chitarra. Bisogna ringraziare i genitori e gli amici del giovane Asgeir Trausti, classe 1992, se queste righe sono a lui destinate. Sono state le persone che gravitano attorno alla figura di questo talentuoso artista islandese, infatti, ad aver insistito affinché lasciasse ogni proposito sportivo e continuasse a pizzicare una sei corde acustica. Il talento dimostrato nelle prove domestiche, in quelle folk ballad da cameretta lo aveva instradato ad un destino ben diverso. Il resto lo ha fatto il musicista americano John Grant, lo ha fatto per Asgeir Trausti e per un più vasto pubblico traducendo le canzoni dall’islandese all’inglese. Rendendole maggiormente spendibili. Anche se poi, le emozioni, cor