Tag: eleonora montesanti

Le Luci della Centrale Elettrica: Terra – la recensione

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Terra è il quarto album de Le Luci della Centrale Elettrica, un lavoro collettivo e contemporaneo composto da dieci tracce che consacrano l’unicità dello stile di Vasco Brondi.     di Eleonora Montesanti    Devo essere sincera: non avevo molte aspettative nei confronti del ritorno de Le Luci della Centrale Elettrica. Prima di ascoltare Terra mi chiedevo più che altro come sarebbe stato possibile che Vasco Brondi riuscisse di nuovo a far evolvere il suo stile in maniera coerente col suo percorso. Il primo ascolto del disco, dunque, è stato più che altro spinto dalla curiosità, soprattutto perché da qualche mese a questa parte si parlava di un approccio più ampio, più vicino alla world music. Alla fine di questo primo incontro con l’album, qualcosa mi è piaciuto

Gomma: Toska – la recensione

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Un esordio attesissimo quello dei Gomma, giovanissimo gruppo emo-wave della provincia di Caserta che trasforma in canzoni i vuoti tra le persone. Il loro primo disco si intitola Toska ed è all'altezza di tutte le aspettative.     di Eleonora Montesanti    Toska è una parola russa intraducibile in italiano. Diciamo che la parola che più le si avvicina potrebbe essere nostalgia, ma in realtà è molto di più. Vladimir Nabokov l’ha definita così: Al suo grado più lieve è un dolore sordo dell’anima, un desiderio senza oggetto, uno struggimento che duole, una vaga irrequietezza, uno spasimo mentale, una brama. In casi particolari può essere il desiderio specifico di qualcuno o di qualcosa, nostalgia, mal d’amore. Al suo grado più basso, diventa ennui, noia. E' p

Alea: Spleenless – la recensione

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Spleenless è il disco d’esordio di Alea, giovane artista pugliese che cerca di sfuggire alla malinconia esistenziale attraverso il soul, il blues e il jazz.     di Eleonora Montesanti    Si può sfuggire alla malinconia? E’ questa la domanda che tutti, prima o poi, ci poniamo. Se lo era chiesto persino Baudelaire che, sullo spleen, ha costruito buona parte della sua letteratura. Ognuno cerca la propria risposta di fronte al disagio esistenziale e all’abnegazione della speranza: Alea ha trovato la sua nella musica. Il suo disco d’esordio, Spleenless, è infatti una risposta importante all’angoscia nei confronti del futuro che profuma di jazz, blues e soul. Spleenless comincia con un pezzo molto interessante intitolato Never better. E’ un brano ibrido, in cui l’italian

Pier Mazzoleni: Gente di terra – la recensione

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Gente di terra è il nuovo album di Pier Mazzoleni, cantautore bergamasco che trasforma la canzone popolare d’autore in un viaggio sia terreno, sia spirituale attraverso storie di uomini e popoli.     di Eleonora Montesanti   Pier Mazzoleni, giunto con Gente di terra al suo quinto album, è un artista che attraverso musica e parole disegna i sogni nell’aria con le dita. Le sue canzoni, infatti, sono storie di persone con i piedi ben ancorati a terra, ma con lo sguardo rivolto al cielo. Gente di terra, in particolare, è un disco in cammino, è il viaggio di una società in espansione che ha paura del cambiamento. Arrangiamenti variegati si mettono al servizio di narrazioni che molto spesso nascono da veri e propri omaggi spirituali. Brani come Un giorno un uomo, Uomo di legn

Lucio Corsi: Bestiario musicale – la recensione

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Lucio Corsi, giovane cantautore toscano, torna con un disco di otto canzoni i cui protagonisti sono gli animali notturni dei boschi della Maremma. Il risultato è un mix delicato tra musica, favola e metafora. di Eleonora Montesanti Lucio Corsi è tornato. Già di per sé questa è un’ottima notizia, perché il suo Altalena Boy / Vetulonia Dakar è stato uno dei dischi più interessanti e strampalati degli ultimi tempi. Da allora sono passati due anni e basta guardare la copertina di Bestiario musicale per capire che il giovane cantautore toscano è pronto a lasciare il segno un’altra volta con la sua fantasia mirabolante. Il nuovo lavoro, infatti, è un insieme di racconti brevi musicati ispirati agli animali selvatici che popolano il luogo d’origine del cantastorie Lucio Corsi: la Maremma toscan

Karbonica – Quei colori: la recensione

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Quei colori è il disco d'esordio dei siciliani Karbonica: dieci tracce di puro rock fanno da contorno a tematiche di forte impatto sociale. di Eleonora Montesanti Quei colori è un album fortemente rock, molto debitore degli anni '90 (su tutti Litfiba e i primi Afterhours), in cui le protagoniste assolute sono le chitarre elettriche. A completare lo stile melodico ci sono, come in ogni formazione rock che si rispetti, basso e batteria. Il tutto a sostenere una voce potente e di grande impatto, ma che sa anche essere melodiosa e delicata, laddove i brani lo richiedono. A livello di contenuti in questo lavoro si parla moltissimo di attualità: crisi economica, differenze sociali, clientelismo, corruzione e diseguaglianza sociale sono solo alcune delle tematiche affrontate nei brani. Non è fa

Tutti uniti contro il Secondary Ticketing!

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Si è svolta ieri nella Sala Grande del Teatro Franco Parenti di Milano la prima conferenza internazionale contro il fenomeno del Secondary Ticketing prodotta (e fortemente voluta) da Claudio Trotta di Barley Arts, con la partecipazione di tutte le realtà che ruotano attorno all'organizzazione di un concerto, compresi artisti, politici e consumatori.   di Eleonora Montesanti "Speriamo che questa prima conferenza contro il secondary ticketing sia anche l'ultima! Spero di rivedervi tutti qui l'anno prossimo a parlare di bellezza!" Claudio Trotta di Barley Arts ha terminato con queste parole la lunga conferenza di ieri sul secondary ticketing che si è tenuta al Teatro Franco Parenti di Milano. Si è trattato infatti di un evento extra-ordinario, perché è riuscito a riunire una quantità im

Mantovani: Sogni Lucidi – la recensione

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Un disco d’esordio notevole, dove pop e rock tessono le trame di un viaggio interiore cosciente.     di Eleonora Montesanti Sogni lucidi è un titolo che, fin dal primo impatto, ha un contorno ossimorico molto curioso. E’ un ossimoro l’idea di dare un colore lucido a qualcosa di etereo e impalpabile come un sogno, ma è un ossimoro anche pensare di associare quest’ultimo al concetto di lucidità. Eppure Marco Mantovani, artista milanese che esordisce con un disco pop-rock prodotto da Andrea Viti (ex Afterhours), ci riesce e, senza mai apparire forzato, si avvale del suo approccio multiforme nei confronti della realtà per creare un disco che appare davvero molto interessante. Sogni lucidi è composto da nove tracce in equilibrio tra pop, rock e qualche esperimento prog il cui filo c

Ivan Romano: L’inventore saltuario – la recensione

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L'inventore saltuario è il disco d'esordio di Ivan Romano, cantautore folk innamorato della sua terra (l'Irpinia) e delle donne.     di Eleonora Montesanti Ritmi latini e musiche tradizionali accompagnano testi che parlano di sentimenti, passione, emigrazione, amore per la propria terra, coraggio e scontri generazionali. Si potrebbero tracciare attorno a questi temi i confini dell'esordio solista di Ivan Romano che, dopo anni di esperienza come bassista e turnista, ha deciso che era giunto il momento di creare qualcosa che riguardasse la sua artisticità in maniera più completa. E' così che lo scorso anno è nato L'inventore saltuario, disco di nove brani che in realtà, a dispetto del titolo, di innovativo non ha poi granché, anzi, sembra provenire dagli anni '50, sia per le sono

Custodie Cautelari – Notte delle chitarre (e altri incidenti) – la recensione

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Il nuovo disco delle Custodie Cautelari è un'opera pop-rock monumentale, il cui punto di forza è proprio il concetto di "musica è partecipazione".      di Eleonora Montesanti Appena finito il primo ascolto di Notte delle chitarre (e altri incidenti), il nuovo album delle Custodie Cautelari, ho pensato a quel meraviglioso momento in cui si posiziona l'ultimo pezzo di un puzzle e ci si rende conto che tutto combacia alla perfezione. E' esattamente questo l'effetto che fa questo disco, complesso e articolato, basato su un numero imponente di collaborazioni. Ogni brano, infatti, contiene da uno a cinque featuring. Ma chi sono, allora, i partecipanti a questo disco? Come se già di per sé la storia ventennale della band di Ettore Diliberto (voce, chitarre e synth), Anna Portalupi (ba