Tag: album d’esordio

Trentenni, disillusi, scemi: ecco chi sono i Traditori – intervista

Trentenni, disillusi, scemi: ecco chi sono i Traditori – intervista

Interviste
E' uscito lo scorso aprile Delicato, l'album dei Traditori, una pop band dell'Appennino romagnolo, ma anche un gruppo di trentenni che cercano di sopravvivere al disagio esistenziale filtrando la realtà attraverso una - più che legittima - nostalgia per gli anni '80. Il loro disco ci è piaciuto particolarmente, così abbiamo voluto scambiare quattro chiacchiere con loro.     di Eleonora Montesanti   Cari Traditori, vi siete scelti un nome peculiare e che, a primo impatto, sembra un po' difficile da portarsi addosso. Come mai lo avete scelto? Quando questo gruppo si è formato due membri suonavano già in un’altra band (Visioni di Cody) e per scherzo vennero tacciati di essere dei traditori. Ci ricordava un po’ quelle bands italiane degli anni ’60, e ci è piaciuto.
Giacomo Scudellari: Lo stretto necessario – la recensione

Giacomo Scudellari: Lo stretto necessario – la recensione

Recensioni
Lo stretto necessario, il primo LP di Giacomo Scudellari uscito il 16 marzo 2018 per Brutture Moderne, celebra il gusto onesto della gioia in nove canzoni positive e vitali.     di Eleonora Montesanti   Quando pensiamo a un cantautore, in genere lo associamo a canzoni intrise di sentimenti tristi e pene d'amore. Da questo punto di vista Giacomo Scudellari può essere considerato l'anti-cantautore per antonomasia: le canzoni de Lo stretto necessario (il suo primo disco), infatti, sono una costante ricerca di gioia e allegria. E non è mica facile avere un ruolo del genere, soprattutto perché Scudellari è uno che ci tiene molto a riempire l'astrattismo delle emozioni con la concretezza dei gesti e dei fatti. Per questo il suo disco dà voce a uno spirito leggero, in grado di
Chiara Giacobbe Chamber Folk Band – Lionheart: la recensione

Chiara Giacobbe Chamber Folk Band – Lionheart: la recensione

Rock News
Lionheart è il disco d'esordio della Chiara Giacobbe Chamber Folk Band. Un viaggio folk-rock che rappresenta la figura femminile in ogni sfumatura.      di Eleonora Montesanti    Ascoltando Lionheart, il disco d'esordio di Chiara Giacobbe (violinista degli storici Yo Yo Mundi) e della sua Chamber Folk Band, mi è venuta in mente una famosa citazione di Walt Whitman: "Sono vasto, contengo moltitudini." Ho pensato a questa frase poiché rispecchia in pieno l'intento dell'album: raccontare la moltitudine di sfumature che rappresentano la donna.  Come si può notare già dalla copertina del disco, forza e dolcezza hanno un ruolo fondamentale per la narrazione dei contenuti dell'album: insieme a caos e armonia, corpi e sentimenti, infanzia e sensualità, rappresent

Lo yeti – Le memorie dell’acqua : la recensione

Recensioni
Le memorie dell'acqua è il disco d'esordio del bolognese Pierpaolo Marconcini, ovvero Lo yeti. Si tratta di un disco di auto-osservazione in equilibrio tra alternative rock e cantautorato.     DI ELEONORA MONTESANTI     Ma qualcuno di voi lo sapeva che esisteva lo yeti a Bologna? Io me lo sono sempre immaginato su montagne alte e innevate, al massimo sugli Appennini, ma di sicuro non ho mai pensato di potermi imbattere nella sua impronta sotto ai portici di Bologna. Eppure sì, lo yeti bolognese esiste. E' il lato artistico di Pierpaolo Marconcini e, subito dopo aver ascoltato il suo disco d'esordio, spero davvero che le sue impronte vengano notate il più possibile. Le memorie dell'acqua, questo è il titolo dell'album, è un lavoro stupefacente. Per descriverlo e pe

“Tormento, liberazione e passione”: vi presentiamo Ell3.

Interviste
Dream è il primo singolo che anticipa l'uscita di Camouflage, ep d'esordio della giovane Ell3. In occasione dell'uscita del videoclip di Dream abbiamo scambiato quattro chiacchiere con lei.     DI ELEONORA MONTESANTI Ell3, c'è stato un momento preciso nella tua vita in cui hai capito che la musica avrebbe avuto un ruolo così importante per te? Ho capito che la musica sarebbe stata il mio rifugio, la parte migliore di me, fin da quando ero piccola. Ho avuto la fortuna di crescere in una famiglia di musicisti, questo sicuramente mi ha motivata ancora di più a intraprendere questa strada. Se dovessi descrivere la tua musica con solo tre parole, quali sarebbero? Tormento, liberazione, passione. Dream è il tuo primo singolo e anticipa l'uscita di un ep, Camouflage. Qual è la chia

“Bisturi” è solo l’inizio: intervista a Il Solito Dandy

Interviste
Il Solito Dandy è Fabrizio Longobardi, giovane musicista torinese che si descrive in tre parole: biondo, sintetico e nostalgico. Il 9 maggio è uscito il suo primo singolo, Bisturi, che anticipa un disco in uscita nell'autunno 2017. Abbiamo deciso di conoscerlo meglio...     DI ELEONORA MONTESANTI Fabrizio, come mai hai scelto di chiamarti "Il solito dandy"? La parola dandy non mi stupisce. La domanda è più riguardo all'aggettivo che la accompagna… L’aggettivo “Il Solito” è una contrapposizione alla figura atipica del dandy alla Oscar Wilde, ho voluto giocare con gli opposti per dare l’immagine di qualcosa di Pop ma allo stesso tempo con un gusto kitsch e più ricercato. A volte nelle interviste mi piace chiedere agli artisti di definirsi con tre parole. Tu l'hai già fatto: bion

Charlie – Ruins of memories: la recensione

Recensioni
Ruins of memories è il primo disco della cantautrice genovese Charlie. Prodotto da Tristan Martinelli, il disco ha un sapore internazionale, tra rock, folk e ballads.      DI ELEONORA MONTESANTI    Il disco di Charlie si è rivelato fin dalle prime note un ascolto sorprendente: da subito colpisce per il suo essere pulito e genuino, lontano dalla ricerca di una definizione di genere precisa, ma collocabile tra il rock americano, il folk irlandese e quelle belle ballatone a cui ci siamo tanto affezionati negli anni '90. Ruins of memories è innanzitutto un disco di passione ed emotività, frutto di vicende personali trasformate in musica nell'arco di più di quindici anni. In secondo luogo è un disco di sonorità senza tempo, che spaziano dai Beatles ad Alanis Moriss

Margherita Zanin: Zanin – la recensione

Recensioni
Zanin è il disco d'esordio quasi-omonimo di Margherita Zanin, una giovane artista savonese dalla voce calda e dall'anima blues.     di Eleonora Montesanti    Otto brani: due in italiano e sei in inglese, sonorità che spaziano dal cantautorato classico dell'Italia degli anni '60, al rock americano anni '90, al blues più classico. In sostanza questo è Zanin, l'album d'esordio di Margherita Zanin, ventitreenne savonese che ha collaborato alla produzione dell'album con Roberto Costa, creando un disco con una personalità spiccata e molto particolare.  Non è facile stare in equilibrio tra i generi e il cantato in diverse lingue, infatti al primo ascolto l'impressione può essere quella di avere di fronte otto belle canzoni, arrangiate con cura e precisione e cantate