Trees of Mint: nuovo disco S/T – la recensione

Trees Of Mint è un progetto musicale ideato da Francesco Serra, classe 1980 chitarrista e compositore autodidatta. Nel 2007 registra il suo primo album in studio “Micro Meadow…” disco che contiene dieci pezzi per chitarra elettrica, voce, loop-machine e batteria. Ma è all’inizio del 2008 che esce il suo vero disco d’esordio “Here I Stay records” il quale ottiene ottime recensioni dalla critica nazionale. Nel corso degli anni, Serra abbandona l’uso della voce e di qualsiasi altro strumento concentrandosi sulle potenzialità espressive della chitarra elettrica. Dal 2010 collabora inoltre con “Home Movies”, l’Archivio Nazionale del Film di Famiglia, e questo gli consente di focalizzare la sua ricerca sulle relazioni tra il suono e le immagini. A Giugno 2011 registra il suo nuovo disco, che contiene quattro composizioni strumentali per sola chitarra elettrica e loop-machine. Il disco è stato registrato e mixato nelle Marche da Mattia Coletti nel Giugno del 2011, in circa otto giorni. Il lavoro non è stato registrato in studio, ma in una grande stanza, irregolare e con soffitti alti, in modo tale da avere un ambiente molto risonante e un ampio margine di casualità nel rapporto tra suono e spazio. In fase di mix non sono stati usati riverberi ne altri effetti digitali che potessero compromettere le naturali caratteristiche delle riprese audio. Queste scelte tecniche sono state fondamentali per raggiungere il tipo di atmosfera e di suono che si voleva dare al disco, dando rilievo assoluto alla chitarra elettrica. Il disco che non ha titolo (e non ce l’hanno nemmeno i quattro brani che lo compongono) è concepito come un unico percorso sonoro che può essere suddiviso in due blocchi principali. Ogni blocco è composto da due parti. Il disco è uscito il 05 novembre 2012 ed è un ascolto molto particolare e raffinato che troverà di certo l’appoggio e il favore degli amanti della chitarra elettrica, qui sfruttata in ogni sua possibile sfumatura. Le atmosfere create sono molto dense, umane e ricche di rumori particolarissimi. I brani accompagnano il battito del cuore e lo scorrere dei pensieri, dando visioni piene e scovando anfratti inusuali. Trees of Mint senza darsi altro titolo riesce a ricreare quei rumori del’anima che non sempre si ha il coraggio d’ascoltare. Per gli appassionati un viaggio sonoro devastante. Da non perdere.