Radio Londra: Slurp – la recensione

Slurp è il primo LP degli emiliani Radiolondra, in equilibrio tra synth-pop e cantautorato, tra sogno e disillusione.

 

 

di Eleonora Montesanti

 

 

Radiolondra è una band attuale e spontanea, proprio come il disco d’esordio, Slurp, realizzato con la collaborazione grafica dell’influencer Finnanofenno. E non è solo questa la ragione del loro essere così a spasso coi tempi: Slurp è un disco in cui i protagonisti assoluti sono i synth e un cantautorato semplice e sincero.

Tra nostalgia e speranza, le otto tracce che compongono l’album sono storie di meravigliosa ordinarietà: canzoni d’amore, spaccati di vita quotidiana, riflessioni sul passato e sul futuro mentre si diventa adulti. 

Il disco si apre con Come una volta, brano che diventa esso stesso la ragione per cui fermarsi un attimo e guardarsi indietro, per riconoscersi oggi. Sullo stesso tema anche Ognuno cammina, dove il ritornello è una bellissima citazione di Pavese: Un paese ci vuole, non fosse che per il gusto di andarsene via. Sulla luna, invece, è una variante molto interessante: a volte, quando guardarsi indietro non basta perché si è vittime dell’overthinking (in cui, tra l’altro, si parla nella traccia di chiusura Certe volte), il trucco è guardare in alto e confrontarsi con la vastità dell’universo.

Nel disco ci sono tre canzoni d’amore, molto diverse tra loro, ma tutte riguardanti storie finite (o quasi) in cui non ci si dice addio. Si tratta di Puttane, Quando sei abbronzata e Camilla.

Il brano più significativo, però, è Siamo in onda, che è una sorta di manifesto dei Radiolondra in cui, nella guerra costante che è l’esistenza, bisogna scegliere in continuazione da che parte stare.

In generale si può dire che Slurp sia davvero un ottimo esordio, in cui ciò che più conta è l’autenticità. Bravi Radiolondra!

Questa volta, al posto di scrivere noi la tracklist, valeva la pena mostrarvi quella realizzata da Finnanofenno.

 

 

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