Inschemical – la recensione del disco d’esordio della band calabrese

Inschemical è l’album d’esordio della band omonima, un viaggio tra vicende sociali e collettive supportate da melodie alternative rock.

 

 

di Eleonora Montesanti

 

«Il nome Inschemical è il risultato di tre parole: Insano-Schema-Calabria. Insano è tutto ciò che ci circonda, tutto ciò che vediamo; lo Schema è il risultato dell’insieme delle idee musicali che ci accomunano; la Calabria è la nostra regione di appartenenza. Una terra bella, amara e dolce che amiamo e detestiamo».

Quello degli Inschemical, lo si intuisce dalle loro stesse parole, è un manifesto che esprime un’identità forte e chiara. Lo è negli schemi melodici delle otto canzoni che compongono il loro disco d’esordio, dove distorsioni e dolcezza sono i due volti di un alternative rock ben fronteggiato. E lo è anche nelle tematiche affrontate, in un viaggio emozionale tra macro e micro vicende sociali. 

C’è la storia di Peppino Impastato, protagonista di Controinformazione. Poi c’è la storia oscura di una vittima di pedofilia, ne La favola sbagliata. Oltre all’abbraccio a queste due figure e a un doloroso sguardo sulla guerra, nel disco sono presenti altre tematiche collettive in cui è semplice (che non vuol dire che non è doloroso) immedesimarsi: l’impossibilità di controllare il tempo, la rabbia causata dagli eventi negativi di ogni giorno, la necessità di riappropriarsi della propria umanità in una società troppo veloce e incline alla superficialità e, infine, la ricerca della felicità personale. 

Per descrivere gli Inschemical, dunque, si possono scegliere due parole importanti e con un certo peso: valori e identità. Nella musica, come nella vita, non c’è punto di partenza più forte. Personalmente non vedo l’ora di vedere quali saranno i prossimi passi del loro percorso artistico.

 

TRACKLIST

  1. AFFINE AL MIO TEMPO
  2. LA SPIRALE SENZA FINE
  3. UN NUOVO INIZIO
  4. ALLEGORIA DI UN GIORNO
  5. BUIO
  6. LA FAVOLA SBAGLIATA
  7. CONTROINFORMAZIONE
  8. LA RICERCA