Giacomo Scudellari: Lo stretto necessario – la recensione

Lo stretto necessario, il primo LP di Giacomo Scudellari uscito il 16 marzo 2018 per Brutture Moderne, celebra il gusto onesto della gioia in nove canzoni positive e vitali.

 

 

di Eleonora Montesanti

 

Quando pensiamo a un cantautore, in genere lo associamo a canzoni intrise di sentimenti tristi e pene d’amore. Da questo punto di vista Giacomo Scudellari può essere considerato l’anti-cantautore per antonomasia: le canzoni de Lo stretto necessario (il suo primo disco), infatti, sono una costante ricerca di gioia e allegria. E non è mica facile avere un ruolo del genere, soprattutto perché Scudellari è uno che ci tiene molto a riempire l’astrattismo delle emozioni con la concretezza dei gesti e dei fatti.
Per questo il suo disco dà voce a uno spirito leggero, in grado di vivere la vita esattamente per quello che è, senza troppe ansie e sovrastrutture. Ciò, però, non vuol dire accontentarsi, ma saper cogliere il lato positivo di ciò che succede. 

Insomma, il cantautore romagnolo riesce, con ironia e intelligenza, a mantenersi in equilibrio solo con lo stretto necessario, e canta gioiosamente questo suo modo di vedere la vita. Il rischio di contagiarsi con i suoi colori, la sua auto-terapia a base di Sambuca (rigorosamente con la mosca) e canzoni contro la tristezza, è molto alto.
Come se non bastasse, la ricchezza musicale di questo disco è sorprendente: ci sono chitarre acustiche (Marco Bovi), bassi, batterie (Diego Sapignoli) e accanto piano e tastiere (Nicola Peruch), moog, trombe, tromboni e flicorni (Enrico Farnedi), mandole, e-bow (Stefano Pilia), banjolele, duduk e launeddas (Christian Ravaglioli). Le tracce si muovono fra percussioni africane, cori sghembi (Caterina Arniani), batterie metalliche alla Clash, imperiosi fiati morriconiani, mitraglie country, fanfare calypso come omaggi ad Harry Belafonte e paesaggi lunari. Il tutto illuminato a dovere dalla lanterna di Francesco Giampaoli, timoniere del disco, nonché guida di questa folle passeggiata oceanica.

Ecco perché Lo stretto necessario è un album che dobbiamo tenerci stretto, perché rende la musica uno stimolo a ricercare la spensieratezza dentro ognuno di noi.

 

TRACKLIST

  1. Cantico della sambuca
  2. Morirò in una taverna
  3. Un mese di Provenza
  4. A poter scegliere
  5. La luna ha sempre ragione
  6. Chiedi e ti darò
  7. Cose che sai
  8. Addio alla tristezza
  9. Lo stretto necessario

 

 

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