Furia: Cantastorie – la recensione

Cantastorie è il disco d’esordio di Furia, un contenitore di storie vere narrate come cronache poetiche. La produzione è di Luigi Albertelli.

 

 

di Eleonora Montesanti

E’ stato curioso scoprire che Furia non sia un nome d’arte scelto dalla cantautrice milanese, bensì il suo vero cognome. Perché Furia è una descrizione che si addice alla perfezione sia a lei, sia alla sua concezione di canzone d’autore. 
Cantastorie, il disco d’esordio di Furia, infatti, è un lavoro che dimostra molta forza: l’artista non ha peli sulla lingua e, soprattutto, cerca di mettersi nei panni di tutti i personaggi – soprattutto femminili – delle storie che narra, scegliendo consapevolmente di prendere il posto del protagonista. Ciò le permette di descrivere meglio emozioni e sensazioni.

Ci vuole molta forza, dicevo, per portarsi sulle spalle storie – anche provenienti da terribili fatti di cronaca – che non hanno sempre un lieto fine e trasformarle in energia e combattività. E’ questo il fil rouge che unisce le tredici tracce che compongono Cantastorie, compresa la cover di Non Arrossire di Giorgio Gaber, posta in chiusura in una soffice versione pop. 

Un altro valore aggiunto di questo disco è la collaborazione di Furia con Luigi Albertelli, storico paroliere ed autore televisivo, al quale in questo caso è stata affidata anche la produzione artistica.
A livello prettamente musicale e stilistico, si può dire che melodie e arrangiamenti sono sempre favorevoli al pathos del significato delle canzoni, come ennesimo elemento a sostegno della tensione emotiva.

Un ottimo esordio, dunque, quello di Furia, dove la musica si mette al servizio delle storie che racconta e ci aiuta ad immedesimarci meglio.

 

TRACKLIST

  1. Tu sei mio
  2. Campionissimo
  3. Giulietta (feat Lella Costa)
  4. Ce la invidiano tutti
  5. Troppo facile
  6. Robot
  7. Canzone ad un bimbo mai nato
  8. Freelance
  9. Prendi tutto
  10. Pa Pa-ya ya ya (Ciao Marco)
  11. Addio Barbie
  12. Manchi
  13. Non arrossire