Francesco Camin: Palindromi – la recensione

Con il disco Palindromi, il cantautore Francesco Camin, unisce la musica alla natura. Con i ricavati dell’album, Francesco, aiuterà a seminare nuovi alberi nelle zone desertiche dell’Africa e del Sud America.

 

 

di Eleonora Montesanti

 

Francesco Camin, 29 anni, scrive canzoni e attualmente fa il postino sulle montagne del Trentino. Ama gli alberi e la loro vita silenziosa, ma cerca di connettersi con essi attraverso la musica. Proprio da questo legame nasce Palindromi, l’album di Francesco uscito lo scorso 15 giugno, i cui ricavati andranno a Treedom, realtà che si occupa di piantare alberi nelle zone desertiche del mondo.

Niente come le parole dello stesso autore possono descrivere questa scelta così particolare: Sono innamorato degli alberi, li ho studiati durante il mio percorso accademico in campo scientifico e di recente ho voluto sviluppare un’idea che li metta in luce da un nuovo punto di vista, che li veda molto più vicino a noi di quanto siamo abituati a pensare, molto più “insegnanti” di quanto siamo abituati a pensare. Credo che ognuno di noi sia profondamente connesso con ciò che lo circonda e il mio intento è ritrovare questa connessione, nello specifico appunto verso gli alberi. Con il mio disco voglio quindi raccontare questo mio amore e questa mia visione delle cose.

Come se questo non bastasse ad essere quantomeno affascinati dal mondo di Francesco, c’è da dire che il disco, Palindromi, è bellissimo. Si tratta di otto tracce molto originali, sia nei temi, sia negli arrangiamenti. Storie quotidiane o immaginarie raccontate con un linguaggio molto dolce e curato.

La cosa più importante di tutte è l’amore, che in questo disco si mostra in ogni forma: nell’attenzione che Francesco pone nel curare tutti i dettagli, nei significati e nei significanti; nell’amorevolezza con cui si prende cura di chi lo ascolta; e, per finire, per l’affetto imprescindibile che lo lega alla natura.

E così Francesco Camin e il suo Palindromi non possono far altro che finire dritti dritti tra le scoperte musicali più belle del 2018.
Non perdetevelo!

Ps. Nella versione fisica dell’album c’è un disco di carta intrisa di semi che germoglia davvero se messo sotto terra.

le foto nell’articolo sono di Jacopo Salvi.

 

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