Fabio Curto: Rive (vol. 1) – la recensione

Rive, il nuovo disco di Fabio Curto è un nuovo punto di partenza dopo la vittoria The voice of Italy 2015. I protagonisti assoluti dell’album sono il dark blues e l’urgenza comunicativa.

 

 

di Eleonora Montesanti

 

Il blues e la necessità di comunicare sono da sempre un’accoppiata imprescindibile. Ne è l’ennesima conferma Rive (volume 1), il nuovo LP del cantautore e polistrumentista Fabio Curto che, dopo la vittoria a The voice of Italy nel 2015, ha tracciato i confini della sua identità artistica nell’espressività melodica e nel cantato in italiano.

Si perdoni il gioco di parole, ma Rive è un disco straripante: comunica tra l’ermetismo e l’evidenza, in maniera contraddittoria, quasi fuori controllo. Attenzione, non c’è assolutamente niente di negativo in questo, poiché Fabio – che ha suonato quasi tutti gli strumenti in tutte le tracce dell’album – appare autentico e non si vergogna di mostrare a chi ascolta il suo continuo oscillare tra forza e debolezza.

Un ruolo fondamentale è quello della musica, spesso istintiva e primordiale, che ci permette di galleggiare in questo disorientamento emotivo senza mai perderci davvero.
I brani sono molto variegati ma, essendo tutti figli dell’urgenza comunicativa di qui sopra, sono caratterizzati da un’intensità e da una tensione emotiva irrinunciabili.

Rive è un disco che non va solo ascoltato: bisogna assorbirlo a cuore aperto. Lasciandosi andare alla malinconia, alla passione e all’imprevedibilità.

 

TRACKLIST

01. Suona con me
02. Mi sento in orbita
03. Neve al sole
04. Only you
05. Un’ora fa
06. L’airone
07. Fragile
08. Domenica 
09. Alone (bonus track)
10. Via da qua (bonus track) 

Etichetta:  Fonoprint
Uscita: Giugno 2018

 

 

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