Edoardo Pasteur: Dangerous man – la recensione

Dangerous man è il disco d’esordio del songwriter genovese Edoardo Pasteur. Un viaggio nella cultura statunitense tra folk e rock d’autore. 

 

 

di Eleonora Montesanti

 

Dangerous man, primo lavoro di Edoardo Pasteur, è un disco che nasce da un’idea molto ambiziosa, ossia quella di rendere omaggio alla cultura americana attraverso musica, letteratura, storia e cinema. I tredici brani che compongono Dangerous man, infatti, sono piccole sceneggiature musicate e improntate nel folk-rock americano più classico, riconducibile per antonomasia a Springsteen, Dylan e Cohen.

Ballad poetiche, favole e incantesimi narrati dal suono delle cornamuse, dichiarazioni d’amore e citazioni suggestive sono la ricetta di quest’album, il cui risultato suona però un po’ troppo classico e nostalgico.
Nonostante la grandiosità degli intenti e la ricercatezza delle citazioni, infatti, questo disco – che tra le altre cose è anche molto ben suonato – non ha dalla sua niente di indimenticabile.
Come se non bastasse, poi, la scelta del cantato inglese di Edoardo Pasteur – necessaria in un progetto del genere – risulta qui, purtroppo, troppo scolastico e per questo poco credibile. 

Vale la pena, però, fare un piccolo viaggio per scoprire le tracce più significative dell’album. 

Big Fish, traccia d’apertura, è un bell’omaggio all’omonimo film di Tim Burton. Restando sempre nello stesso ambito, Hey Hey You (The Warriors), ballata folk dal forte sapore dylaniano, si ispira al cult movie I Guerrieri nella Notte e si sviluppa nella giungla d’asfalto metropolitana. 
Letteratura e mitologia, invece, sono il punto di partenza della title track (ispirata a I sette pilastri della saggezza di T.E. Lawrence), di Carry The Fire (che prende spunto dal bellissimo La Strada di McCarthy) e di Fire – Prometeus Song (una storia di mitologia greca in salsa rock).
In chiusura, invece, troviamo l’unico duetto di Dangerous Man, Child of the storm, brano in cui la voce di EleNina Barberis si contrappone al recitarcantando di Edoardo Pasteur. Il risultato qui è piacevole e interessante. 

In generale, si può dire che Dangerous Man sia il frutto di un’idea veramente molto buona, ma purtroppo il contenitore in cui è stata posta risulta essere troppo poco incisivo. 

 

 

TRACKLIST 

  1. Big fish
  2. Dangerous man
  3. Brothers (13th November 2015)
  4. Fire (Prometeus song)
  5. Let it rain
  6. Princess gaze
  7. The runaway train
  8. Hey hey you
  9. Come sit by my fire
  10. Whatever it takes
  11. I got a name
  12. Carry the fire
  13. Child of the storm

 

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