Dario Dee: Dario è uscito dalla stanza – recensione

Dario è uscito dalla stanza è il primo LP dell’artista pugliese Dario Dee. Un viaggio nei pensieri di un giovane che vive nel presente, in equilibrio tra soul e pop.

 

 

di Eleonora Montesanti

 

Il primo album di Dario Dee, Dario è uscito dalla stanza, arriva a tre anni dal primo EP e contiene sedici tracce (quattordici inediti e due cover molto personalizzate). Si tratta di un sequel del primo progetto discografico che contiene la favola Nella stanza di Dario, incentrata sul tema del bullismo. In questo nuovo progetto totalmente autoprodotto Dario trova il coraggio di scrivere senza filtri, rinunciando alle metafore. Diretto, esce dalla stanza racconta di sé e del mondo che insieme ruotano nell’universo.

Dario è uscito dalla stanza è un disco molto personale che parla d’amore, sesso e passioni, ma che mantiene uno sguardo critico e attivo anche sulla società; infatti, affronta temi molto delicati quali il femminicidio, il conflitto siriano e la dipendenza da social media.
Dario Dee è un artista molto ancorato all’attualità e ne diventa un portavoce importante: il suo linguaggio è ironico e schietto e la sua musica verte verso il soul, ma è molto varia e stratificata.
In generale la cura per i dettagli e la particolarità vocale, insieme all’evidente spinta passionale che caratterizza l’artista pugliese, fanno sì che nell’album non ci sia mai un momento di noia, anzi, tutto ha un grande valore.

Per questa ragione vale la pena fare un piccolo viaggio all’interno delle tracce che lo compongono.

INTRO. L’album si apre con una citazione classica, Chopin, che accompagna la voce dell’artista mentre mette subito in chiaro quali sono i suoi intenti.

IL MIO PESCE CORALLO ROSSO. Una filastrocca in cui il pesce rosso diventa tutto ciò di cui, in certi momenti, si può avere effettivamente bisogno. Le atmosfere sonore e vocali profumano un po’ di Tiromancino.

IN AUTO CON RAF. Una dedica d’amore in cui Dario mostra le sue doti vocali.

SENZA GRAVITA’. Un classicone soul in cui le tastiere sono le protagoniste assolute (e necessarie).

NOI2VELE. Questo pezzo è molto particolare, poiché unisce radici soul al cantato-rap più moderno. Il ritornello è potente.

DARIO E’ USCITO DALLA STANZA. La title track è al contempo commovente e pragmatica. Qui Dario trova il coraggio di essere se stesso.

INTERLUDE I. Riprendendo un verso della canzone precedente, alcune voci fuori campo ci ricordano che un sogno ci salverà.

LEONI. Non poteva mancare una canzone sui leoni da tastiera, una delle piaghe sociali del nostro tempo. L’atmosfera ricorda vagamente una pietra miliare della storia della musica: Think di Aretha Franklin. Forse è un messaggio subliminale per ricordarci di pensare.

SU DI ME. Un brano molto delicato però esplicito su un rapporto fisico malato.

CALDO D’ESTATE, FREDDO A NATALE. Dario Dee cerca di fare un’analisi molto profonda di un dramma terribile: la violenza nei confronti delle donne. Questa è una canzone che brucia.

INTERLUDE II. Fine secondo tempo. Sgretolarsi su se stessi per rinascere più forti e più leggeri.

ARRIVERA’ L’AURORA. Un omaggio molto personale ai Passi d’Autore di Pino Daniele.

NEVE CADE…. Fotografia di una provincia, mentre i due protagonisti fanno l’amore.

MIRIAM_ARIA: L’esperimento più toccante di tutto il disco. Qui il punto di vista è quello di una bambina siriana di dieci anni che sta vedendo la sua generazione distrutta da un conflitto silenzioso. La ricerca di una via d’uscita, l’aria, per un attimo la ritroviamo in Bach.

YOU CAN’T HURRY LOVE: Una cover a cappella di una delle canzoni più famose di sempre.

CUORE IMPAVIDO (+): Dario Dee ci regala qualche minuto per stare stesi a guardare il cielo e metabolizzare tutto quello che ci ha raccontato e cosa ha significato per noi.

 

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