Zeal & Ardor @ Bloom Mezzago – Report e Foto

Il live report di Zeal & Ardor @ Bloom Mezzago (MB) per il loro concerto dello scorso 09/11/’18

report e foto di Luca Simonazzi

Se c’eravate già sapete cosa sto per dirvi, se non c’eravate perché non sapete con chi abbiamo a che fare, provate a investire qualche minuto per conoscere questi ragazzi, potrebbe davvero essere pane per i vostri denti, infine, se li conoscete, apprezzate, e non c’eravate per un qualsiasi motivo non lavorativo…REALLY? Che vi è saltato in mente? Ok, proviamo; spendo qualche parola sulla serata per voi, per quanto sia improbabile farvi capire la faccenda in poche righe…

Arrivati al Bloom di Mezzago in buon orario, pazientiamo a lato del palco notando fin da subito una buona affluenza di persone; la serata prende il via quando il duo finlandese dei Nyos dà il via al proprio set, di un’intensità paurosa aggiungerei: una chitarra dagli strani effetti crea loop e tappeti tra l’atmosphere e il post metal per svisare poi sopra questi con impressioni di prog e groove, mentre una batteria furiosa crea pattern caotici, impetuosi e mai casuali, per un risultato strumentale noise davvero degno di nota, il tutto contornato da una leggera foschia fumogena; non ho avuto il coraggio di ascoltare la versione studio dei loro brani per non influenzare il ricordo del live prima di averne parlato, ma voi fatelo, un peccato che il loro show duri solo mezz’ora o poco più, meritano il fatto di avere fatto più di 200 date internazionali in pochissimo tempo e di accompagnare gli headliner in questo tour, anche giusto per le favolose scarpe del chitarrista Tom Brooke (di quelle non vi parlo, dovevate vedere coi vostri occhi).

Il cambio palco dura forse un po’ più del dovuto, ma finalmente, gli Zeal & Ardor giungono sul palco in una coltre di fumo che lascia intravedere solo le loro sagome incappucciate sulle note di “Sacrilegium I”, che danno il via allo show con la successiva “In Ashes”: ok, appena il leader Manuel Gagneux inizia a cantare spalanco gli occhi e cerco lo stesso sguardo nelle persone di fianco a me: ooh shit, What a voice! Lo ammetto, avevo guardato qualche spezzone di live sul web ed avevo qualche micro perplessità sull insieme, soprattutto per il microfono per gli scream dall’effetto eco, spazzata via in un secondo come sentiremo alla grande sulla diabolica “Servants”, anche i coristi Denis e Mark, rispettivamente a destra e a sinistra di Manuel, riescono ad esprimere al meglio le note di soul e spiritualità in ogni brano, in cui i presenti sono completamente assorbiti, tra chi non batte più le palpebre, chi si scatena, chi balla come ad una serata blues, chi ha convulsioni mistiche come ad una messa evangelista. Dalla nostra posizione possiamo intravedere il chitarrista Tiziano Volante essere sempre più lanciato ad ogni pezzo, facendo a gara a chi suda di più col frontman, che di brano in brano gronda dal mento sotto la sua testa riccia, aggiungete pure gli occhi all’infuori tutti arrossati, per citare uno dei presenti “faceva paura”; facciamo ben fatica a vedere il batterista Marco Von Allmen tra il fumo e le luci, ma si fa sentire forte e chiaro, soprattutto quando ci delizia con le sue scariche di doppio pedale dopo ogni momento soul; dritta davanti a noi invece, vediamo molto bene la bassista Mia Dieu, che abilmente svisa sulle distorte quattro corde con strafottente eleganza (istant love inevitabile, povero me). La cosa particolare del tutto in effetti, oltre all’efficacia con cui i brani funzionino dal vivo, è il fatto che il materiale studio, soprattutto del secondo album, suoni molto soul/blues  intriso di toni e momenti black metal, mentre il live vibra nella maniera diametralmente opposta: è un concerto black metal condito da momenti e toni soul/blues! La presa sul pubblico è totale, fino al fantastico momento del vecchio singolo “Devil is fine” dove tutti cantano e battono le mani a tempo come durante una funzione gospel; l’eclettico Manuel ringrazia i presenti e rivela il suo temperamento amichevole “Se è ok allora ne facciamo un’altra”, dice, in risposta al boato del pubblico ride guardando i suoi compagni: “suppongo sia un sì!”, per poi concludere l’esibizione con il brano “Baphomet”; un live favoloso. Ora, per quanto sia rischioso da dire e per quello che abbiamo potuto vedere, questo è uno di quei gruppi che dal vivo non rende come su album, infatti sono pure meglio, perché semplicemente è tutta un’altra cosa, i brani sono quelli ma il modo in cui arrivano è palpabilmente “diverso”. Lo so, è difficile spiegarvi in maniera chiara e tonda, per questo vi dico solo di non mancare la prossima volta che metteranno piede in suolo italico, varrebbe la pena anche solo per scambiare quattro chiacchiere con loro a fine serata, super tranquilli e disponibili, anche a marchiare a fuoco come schiavi alcuni coraggiosi fan con il simbolo della band, “Servants… join us!”

Di seguito foto e scaletta del live:

Zeal & Ardor @ Bloom Mezzago

Zeal & Ardor @ Bloom Mezzago 9/11/2018

Nyos @ Bloom Mezzago

Nyos @ Bloom Mezzago 9/11/2018

Scaletta:

Sacrilegium I

In Ashes

Servants

Come On Down

Row Row

Blood In The River

Fire Of Motions

Waste

Ship On Fire

Stranger Fruit

Cut Me

Gravedigger’s Chant

Children’s Summon

Built On Ashes

We Can’t Be Found

—break—

Coagula

Don’t You Dare

Devil Is Fine

Baphomet

Condividi2
Tweet
+1
Condividi
Pin
2 Condivisioni