Motta live @ Flower Festival  Collegno – la recensione

Arrivo presto a Collegno, e ho tempo di guardarmi intorno e rabbrividire un po’, infatti il Flower Festival si svolge nel cortile di un ex manicomio, una di quelle grosse costruzioni che incutono un po’ di timore. Fortunatamente la gente comincia ad arrivare e non ci penso più.

Live report di Linda Bertolo

Il primo a suonare è Andrea Nabel, un cantautore che assomiglia vagamente a Max Gazzè, con una voce particolare, che mi ricorda quella di Antonella Ruggiero. Dopo due canzoni va via l’audio e l’ultima la sentono praticamente solo quelli sotto al palco. Dopo arriva Andrea Laszlo De Simone con la sua band e li adoro già, lui sembra Frank Zappa ed è tutto molto anni 70. Durante la loro esibizione vedo tra il pubblico Eugenio, Lorenzo e Paolo degli Eugenio in Via Di Gioia, e sapendo essere molto simpatici e disponibili, vado a salutarli e chiedo se possiamo fare una foto. “Da lontano non ero sicura foste voi” “Si, siamo proprio noi, Lo Stato Sociale”. Un loro amico ci fa la foto… Esattamente 14, mai avuta così tanta scelta, credo che lo contatterò per venire in vacanza con me…

Verso le 22 entra la band di Francesco e inizia la lunga introduzione di “Ed è quasi come essere felice”, dopo qualche minuto arriva anche lui in super forma, salta da un lato all’altro del palco e nel pezzo finale della canzone suona la batteria in piedi. E’ il turno de “La fine dei vent’anni”, credo una delle più belle canzoni degli ultimi anni. Presenta e ringrazia tutta la band e si ricomincia con “Quello che siamo diventati”.

@mottasonoio al @flowers_festival di #Collegno

Un post condiviso da LaMusicaRock.com (@lamusicarock_) in data:


Durante il live esegue tutto il nuovo album e buona parte del primo, dedicando alla sua compagna (non la nomina ma sappiamo che è Carolina Crescentini) “Vivere o morire” e “La prima volta” specificando che non erano solo due bottiglie di vino ma anche una di vodka, purtroppo per problemi di metrica nella canzone non ci stava.

Passano quasi due ore senza nemmeno accorgersene, Francesco tiene il palco benissimo, tra un cambio/lancio di chitarra e l’altro, non annoia mai e continua a ringraziare Torino e noi che siamo lì. Quando arriva “La nostra ultima canzone” annuncia che sarà davvero l’ultima e quando il pubblico protesta: “Ragazzi ho fatto due dischi!”. In realtà fa finta di andar via ma torna subito per fare “Fango” canzone dei Criminal Jokers, suo primo gruppo.

Gran finale con “Mi parli di te”, canzone dedicata al padre, altri ringraziamenti e saluti. Bravo Francesco e bravi tutti i musicisti, un concerto che merita davvero di essere visto e soprattutto sentito, come dico sempre,  a mio modesto parere Francesco è tra i più bravi cantautori italiani degli ultimi anni.

Scaletta della serata:

ED E’ QUASI COME ESSERE FELICE

LA FINE DEI VENT’ANNI

QUELLO CHE SIAMO DIVENTATI

VIVERE O MORIRE

LA PRIMA VOLTA

CHISSA’ DOVE SARAI

PER AMORE E BASTA

PRIMA O POI CI PASSERA’

DEL TEMPO CHE PASSA LA FELICITA’

CI PENSI UN PO’

PRENDITI QUELLO CHE VUOI

ROMA STASERA

SE CONTINUIAMO A CORRERE

ABBIAMO VINTO UN’ALTRA GUERRA

SEI BELLA DAVVERO

LA NOSTRA ULTIMA CANZONE

FANGO

MI PARLI DI TE

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