Baroness (+ Zippo) @ Zona Roveri Bologna: tutte le foto

Incredibile live dei Baroness + Zippo lo scorso 14 giugno a Bologna! Qui il report e le foto dei concerti!

Report e foto di Luca Simonazzi

Prima della data che li porterà al Firenze Rocks a fianco dei Guns n’ Roses e dei Volbeat, il quartetto di Savannah si concede in una tappa sul suolo bolognese per la gioia di noi outsider che avremmo pianto parecchio se quella dell’indomani fosse stata l’unica occasione di vederli live in Italia!

Zippo

Ad aprire con i giusti toni la serata, troviamo i pescaresi Zippo, formazione dalle tinte doom che riesce egregiamente a catturare l’attenzione del pubblico che poco a poco popola la venue di Zona Roveri, già avevamo avuto l’occasione di assistere ad una loro esibizione a Parma, a fianco dei monolitici Ufomammuth, e già ci fecero una buona impressione, finalmente su un palco dalle dimensioni generose possiamo godere del sound di un prodotto nostrano che ha ottime carte da giocare, ed i presenti accolgono molto positivamente la miscela lenta e incessante che tra i vari gruppi, ci ha ricordato non per ultima, l’intenzione post/sludgy degli A Storm Of Light, che coincidenza vuole, il fonico piazza come background durante il cambio palco al termine della mezz’ora abbondate a loro dedicata, meritatamente applaudita dalla platea.

Zippo @ Zona Roveri - 15/06/2018

Baroness

Che dire? Siamo tutti in fermento mentre gli headliner si portano sul palco, per lo meno noi carogne che non hanno ancora avuto modo di assistere allo show dei Baroness dal vivo, John Baizley ringrazia subito di cuore tutti quanti per la loro presenza alla serata e la scaletta ha inizio con “Take My Bones Away”, Gina Gleason alle sei corde si scatena fin da subito mostrano tutto il suo valore nonostante sia la più giovane ed ultima arrivata nella formazione, i duetti di assoli con John dimostrano tutto l’affiatamento delle due chitarre che non sbagliano un colpo anche durante le fragorose “My Sweetest Curse” e “Kerosene” (dove John ammicca al mio airdrumming in 7/8 sotto palco, e fu amore), Nick Jost alle quattro corde è apparentemente il più tranquillo, ma gli amplificatori del suo basso ululano per lui facendoci vibrare il petto (ma poi lui stesso ululerà tra una canzone e l’altra!), l’ottima scelta di brani passa anche da “March To The Sea” o ancora “Cocainum” ed “Eula”, prima di dedicarsi ad una sezione per ultimo album “Purple”, uscito ormai nel 2015. Il maestro d’orchestra nell’ombra e dietro le pelli, Sebastian Thomson, da sfoggio di tutta la sua sapienza su bombe da palco come “Morningstar” e “Shock Me”, passa sfumando dalla terzinata “If I Have to Wake Up (Would You Stop the Rain?)” alle quartine che introducono il lento strumentale “Fugue” (se c’eravate e masticate anche solo un minimo di ritmica, E, lo avete notato, sono certo vi siate esaltati come bestie) per arrivare al massiccio incedere di “Desperation Burns”. A questo punto, visto il clima, si direbbe che siamo andati noi a trovarli alla loro sala prove in Georgia, i suoni sono calibrati ad hoc per permetterci di sentire davvero tutto, la band è affiatata e presa bene, noi siamo affiatati e presi meglio, ogni assolo ci rapisce, specie su quelli con entrambe le chitarre, e ci piacerebbe davvero che la scaletta durasse molto di più dell’ora e mezza pronosticata dagli organizzatori, difatti, dopo la melodica “Clorine & Wine” e la semi-strumentale “The Gnashing” la band sparisce dietro le quinte, 70 secondi di paura, e torna tra gli applausi per terminare alla grande con due chicche direttamente dal primo album “Red Album”: la mistica “Wanderlust” (saremmo stati un po’ tristi della sua assenza in effetti) e la groovy “Isak” per un finale col botto che ha così coperto degnamente tutti gli album della discografia.

Lo show sul palco termina con il calore del pubblico, ma i Baroness non lasciano finire così la serata che tanto loro ha dato, infatti senza farsi attendere nemmeno due minuti, arrivano tra il pubblico per fare foto, autografare maglie, CD e vinili, ma soprattutto, per parlare con tutto il loro pubblico rimasto senza la fretta di dover scappare sul bus, consci che al Firenze Rocks quasi tutti i presenti non saranno li per loro; una grande band davvero, meritano tutto il prestigio che si sono guadagnati in questi anni e non mancheremo ad una loro nuova tappa in Italia mentre gli auguriamo il meglio per la data coi Guns (ndr. Hanno spaccato pure li.)

Baroness @ Zona Roveri 14/06/2018

Setlist:

Take My Bones Away
The Sweetest Curse
Kerosene
March to the Sea
Green Theme
Board Up The House
Cocainum
Eula
Morningstar
Shock Me
If I Have to Wake Up (Would You Stop the Rain?)
Fugue
Desperation Burns
Chlorine & Wine
The Gnashing
-Encore-:
Wanderlust
Isak

Un ringraziamento ad Hellfire Booking ed Erock Production

 

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