AND SO I WATCH YOU FROM AFAR @ Circolo Magnolia – tutte le foto

Report e foto di Mario Carina

Non so a quanti di voi sia mai capitato di usare Spotify da mobile, in versione gratuita, e nella vana speranza di ascoltare la vostra band preferita in modalità random, l’app vi comincia a tormentare con band e brani simili a quello vorreste ascoltare. Metteteci anche che siete alla guida in macchina e non potete skippare. Ed ecco che vi parte un brano fighissimo, e cercate di memorizzare al volo il nome della band…che però ha un nome impossibile.

Ecco in questa maniera ho conosciuto gli And So I Watch You From Afar, entrando così prepotentemente nelle mie attuali top band in rotazione su Spotify.
Band tra l’altro, guardandomi un pò in giro, molto poco conosciuta. 

Non potete immaginare allora con che sorpresa e stupore ho colto la notizia di un loro concerto al Circolo Magnolia di Segrate.
E’ giovedì sera, 2 novembre, il giorno dei morti. Il palco allestito è quello piccolo, all’interno della struttura principale. Questo mi conferma che effettivamente non è una band molto conosciuta in Italia, suppongo perciò che la serata sarà molto intima e lasciatemi dire… non li vedrò così da lontano.
 
Ad aprire il concerto sono i RedNeko Plane, band italianissima, un power trio che ha intrattenuto il pubblico del Magnolia con un set di sperimentazione tra post-rock e, come si definiscono sulla loro pagina facebook, stoner jazz. Sarà la particolare formazione (basso, batteria, sax) che me li fanno accostare per certi versi ai romani ZU, anche se le sonorità sono decisamente più morbide rispetto alla band capitolina.

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Come da scaletta, alle 22.30 gli irlandesi And So I Watch You From Afar salgono sul palco.
Unica data italiana del tour europeo, per promuovere il loro nuovo lavoro, fresco di stampa, The Endless Shimmering.
Definire la band come post-rock strumentale è molto riduttivo. Certo, gli elementi ci sono tutti, ma a distinguerli rispetto alle altre band della scena sono: in primo luogo la matrice math-rock; l’immediatezza punk dei brani, che non si trascinano in atmosfere troppo etere e cinematografiche; l’aggressività del hardcore (non è un caso che il chitarrista, Rory Friers, indossi una maglia dei Minor Treat) ed infine una certa allegria che traspira nel snogwriting decisamente lontano da situazioni malinconiche e cupe che di solito ci trasportano in boschi innevati su montagne sperdute.
 

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Un’ora e mezza di set incalzante, i brani suonati sono stati più o meno questi:
Search:Party:Animal
Like a Mouse
Terrors of Pleasure
BEAUTIFULUNIVERSEMASTERCHAMPION
Wasps
A Slow Unfolding of Wings
Dying Giants
7 Billion People All Alive at Once
Don’t Waste Time Doing Things You Hate
Set Guitars to Kill
Bis:
Run Home
Eunoia
Big Thinks Do Remarkable
The Voiceless