Trentenni, disillusi, scemi: ecco chi sono i Traditori – intervista

E’ uscito lo scorso aprile Delicato, l’album dei Traditori, una pop band dell’Appennino romagnolo, ma anche un gruppo di trentenni che cercano di sopravvivere al disagio esistenziale filtrando la realtà attraverso una – più che legittima – nostalgia per gli anni ’80. Il loro disco ci è piaciuto particolarmente, così abbiamo voluto scambiare quattro chiacchiere con loro.

 

 

di Eleonora Montesanti

 

Cari Traditori, vi siete scelti un nome peculiare e che, a primo impatto, sembra un po’ difficile da portarsi addosso. Come mai lo avete scelto?
Quando questo gruppo si è formato due membri suonavano già in un’altra band (Visioni di Cody) e per scherzo vennero tacciati di essere dei traditori. Ci ricordava un po’ quelle bands italiane degli anni ’60, e ci è piaciuto.

Tre parole per descrivervi.
Trentenni, disillusi, scemi.

Delicato è il vostro album d’esordio, tra disagi esistenziali, storie d’amore strampalate e situazioni quotidiane tra l’apatico e il bizzarro. E’ il ritratto tragicomico di una generazione?
Beh sì, o almeno potrebbe esserlo, di sicuro è un po’ il nostro ritratto, a volte romanzato, ma non troppo, per esempio “Povero Sfigato” è assolutamente autobiografica.

L’ironia è il filtro attraverso cui guardare il mondo diventa, per voi, meno complicato?
Certo, sempre, a trent’anni non ce la sentiamo di prenderci ancora sul serio. Ognuno ha avuto le sue storie nella vita, ognuno ha le sue battaglie da combattere, e non vogliamo fare la solfa a nessuno. Comunque pensiamo che trapelino argomentazioni serie nei nostri testi, velate, molto velate.

E la musica invece che ruolo ha in tutto questo?
La musica e i testi vanno insieme: ironia, leggerezza quando serve, atmosfere che ricordano gli anni passati per aiutare l’immaginazione.

Qual è il vostro rapporto con gli anni ’80 (a livello artistico e non solo)?
Sono tornati di moda gli anni ’80, perché la nostra generazione ci è nata e cresciuta (compresi i ’90). Tutti in questo periodo sentono il bisogno di andare a ripescare gli anni dell’infanzia e della gioventù, bisogna considerare che da bambini era tutto più facile e meno articolato, crescendo la nostra generazione ha dovuto affrontare situazioni sempre più complicate e disorientanti (poche prospettive, lauree inutili, precariato solo per dirne alcune) e ha dovuto un po’ improvvisare. La buttiamo là…che la nostra generazione trovi conforto negli anni ’80?

Cosa rappresenta per voi il palcoscenico?
E’ dove possiamo dire le cazzate fra un pezzo e l’altro.

E se vi dico futuro cosa rispondete?
Rispondiamo date estive, belle date estive. Rispondiamo date autunnali, speriamo tante date autunnali. E pezzi nuovi a cui stiamo lavorando.

 

Qui di seguito potete leggere le prossime date de I Traditori. Non perdeteveli!

 

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