LaMusicaRock intervista i Punkreas: Noblesse Oblige Tour 2013

[shashin type=”photo” id=”174″ size=”medium” columns=”max” order=”user” position=”center”]Dopo averli visti live in occasione della data di apertura del loro nuovo tour al Live Club di Trezzo, eccovi l’intervista che abbiamo fatto ai re del punk rock italico: i Punkreas.

Si dice che l’Indie-Rock sia il nuovo punk (ovvero la musica che va contro al mainstream). Come vivete questa trasformazione? Io ricordo l’indie rock come qualcosa che risale a inizi anni ’90 in ambito internazionale. E il concetto di musica che va contro il mainstream aveva senso in quegli anni. Non mi sembra un dibattito attuale

Rimpiangete i primi periodi in sala prove da ventenni? Per niente. Siamo in sala prove molto più spesso oggi che non quando avevamo vent’anni. Ed è anche più divertente. E’ tutto il resto che rimpiangiamo 🙂

Nel vostro ultimo disco c’è un featuring con Zulu. Com’era il vostro rapporto negli anni ’90? Puramente virtuale, nel senso che abbiamo ascoltato e amato i 99 da subito, dalla prima compilation italiana che conteneva “Salario garantito” che penso fosse del ’91-‘92 o giù di lì. Le canzoni dei 99 fanno parte della nostra colonna sonora, quella di ciascuno di noi e anche quella di noi come band. Ma ci siamo conosciuti di persona solo poco tempo fa. A quel punto doveva scattare qualcosa per forza. E infatti… Per inciso, l’intervento di Luca in Polenta e Kebab per me è geniale!

Molta gente si è sempre aspettata un vostro featuring con Pornoriviste, Gerson, Shandon, PAY e Caparezza… come vedreste queste ipotetiche collaborazioni? Vedrei bene quella col Capa. Ti spiego perché: se ci troviamo con un altro gruppo che ha più o meno la stessa formazione, non è molto facile tirare fuori qualcosa di sensato: che te ne fai di due batterie, quattro chitarre, due bassi? Qualcuno finisce per essere escluso per forza, e questo non è un bel modo di cominciare. Invece col Capa andrebbe benissimo. Ci stimiamo reciprocamente e penso che non sia impossibile. Se capiterà l’occasione giusta la coglieremo di sicuro. Nel frattempo abbiamo fatto una canzone con Fedez, che uscirà tra poco col suo disco nuovo. Collaborazione di certo non attesa né prevedibile, che ci ha divertito molto. E che già sta facendo discutere…

C’è una location, un locale, una dove vorreste tanto arrivare? Una città dove vorrei arrivare? Buenos Aires, con i testi riarrangiati in spagnolo. 

Nel resto del mondo ci sono festival di rilevanza mondiale (Coachella, Sziget..). Come la vedete la possibilità di riuscire a organizzare qualcosa del genere, su più giorni, con più palchi, e con tanta musica nostrana, in una sola location in Italia? In Italia c’era Arezzo wave, c’era il  Rototom Sunsplash , che è il più grande festival reggae europeo. Hanno avuto dalle cosiddette autorità tutta l’ostilità possibile e nessun appoggio, al punto che il Rototom ha dovuto emigrare in Spagna.  Abbiamo quello che può avere un  paese di vecchi stizziti. Nulla. Solo che a loro piace.

 Ringraziamo Flaco per la disponibilità

Andrea Bertocchi & Anji

Foto by Roberto Ceruti:[shashin type=”albumphotos” id=”9″ size=”small” crop=”n” columns=”max” caption=”n” order=”date” position=”center”]

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