Priscilla Bei: una cantautrice multiforme – l’intervista

Priscilla Bei è una cantante e cantautrice romana. Il suo disco d’esordio si intitola Facciamo finta che sia andato tutto bene, è stato prodotto in collaborazione con Lucio Leoni e racchiude una personalità multiforme in equilibrio tra elettronica e cantautorato.
Il disco ci è piaciuto molto e abbiamo voluto scambiare quattro chiacchiere con Priscilla per farci raccontare qualcosa di più.

 

 

di Eleonora Montesanti

 

Ciao Priscilla, c’è stato un momento preciso in cui hai capito che la musica avrebbe avuto un ruolo così importante nella tua vita?
Ciao! In realtà non me ne sono proprio accorta… La cosa mi è sfuggita un po’ di mano. Se però facessi un salto nel passato potrei dire che la mia prima insegnante di canto, Patrizia Rotonda, ha giocato un ruolo molto importante nel costruire la mia motivazione.

Facciamo finta che sia andato tutto bene è il tuo disco d’esordio. E’ composto da dieci tracce in equilibrio tra pop, musica elettronica e cantautorato. C’è un fil rouge che unisce tutte le tracce?
Beh, credo che il filo conduttore sia proprio lo stile compositivo, il linguaggio dei testi e perché no, anche la voce. E’ strano analizzare la propria produzione, ma forse si potrebbe ritrovare nelle mie canzoni un immaginario coerente che prende in prestito scene dalla quotidianità, come spunto per riflettere su questioni che riguardano il mio sentire e che spero possano rispecchiare il sentire di chi ascolta.
Ascoltando il tuo disco mi è venuta in mente una frase di Walt Whitman a cui sono molto legata: “sono vasto, contengo moltitudini”. Come sei riuscita a dare ascolto a tutti gli aspetti della tua personalità artistica multiforme?
Wow, penso diventerà una citazione importante anche per me, questa!
In effetti la moltitudine mi appartiene, la riconosco ma non ci ho ancora fatto pace del tutto. Spesso mi ritrovo a cercare di inscatolarmi in qualche definizione asettica, ma per fortuna non ci sono ancora riuscita.  Ascoltare tutte le voci che mi definiscono e riuscire a metterle nella produzione artistica è la mia più grande ambizione. Questo disco è un primo passetto, ma sento di essere ancora in “work in progress”.
Facciamo finta che sia andato tutto bene è già di per sé un titolo molto significativo. Cosa rappresenta per te questa frase?
Questa frase è stata pescata da Cose Serie, la quarta traccia del disco, l’unico brano scritto interamente da un altro autore, Nico Maraja.
il suo intento probabilmente era quello di ironizzare su un atteggiamento discutibile che mi ha caratterizzato negli ultimi anni e io ho voluto cogliere la provocazione e fare autocritica pubblicamente. 😉
Il disco è il frutto di una co-produzione con Lucio Leoni. Quali sono le cose più importanti che hai imparato da questa collaborazione?
Ho imparato a fidarmi dell’intuito altrui e per fortuna il risultato è stato superiore alla mia aspettativa. Ho imparato ad aspettare, aspettare, aspettare… ma che dico, quello non imparerò mai, ho sofferto mentre aspettavo, aspettavo, aspettavo… Ma ho capito che il valore del lavoro di squadra è insostituibile.
Se la tua musica avesse un colore, quale sarebbe? Perché? 
Una giovane giornalista appassionata di musica, Ilaria Pantusa, ha fatto una riflessione così completa sul colore del mio disco, che non posso non citarla. La mia musica è indubbiamente “Blu Eclettico”, un colore che contiene profondità, malinconia, ma anche brillantezza e sfumature dissonanti.
Cosa canta Priscilla Bei sotto la doccia?
Bella domanda! In realtà sotto la doccia mi rilasso, visto che canto tutto il resto della giornata! 😛

 

Per seguire Priscilla Bei tenete sott’occhio la sua PAGINA FACEBOOK!

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