Asking Alexandria: il concerto di Milano

[shashin type=”photo” id=”20″ size=”medium” columns=”1″ order=”user” position=”left”]Domenica 3 febbraio all’Alcatraz di Milano è andato in scena il grande ritorno, a distanza di un anno, dei britannici Asking Alexandria.
La metal-core band più acclamata dalla critica di settore si è ripresentata sui palchi italiani accompagnata da altre tre band, trasformando così l’evento in un minifest metal-core. Un buon modo di festeggiare San Biagio, patrono delle ugole infuocate.
Il pubblico è già caldo quando salgono sullo stage i Betraying The Martyrs che infuocano ancor di più la platea.
Veloce cambio di palco ed è l’ora dei Motionless in white che si presentano con abbondante face-painting. Indubbiamente si fanno notare più per il look che per la musica. Suonano massicci e potenti, ma nulla di nuovo. Riff monolitici presi qua e la dagli Slipknot.
Diverso è l’approccio per i While she sleeps. Molto heavy metal e molto british. Il suono è sempre quello compatto del metal-core anche se da molto spazio a cori in vero stile hardcore old school.
E finalmente giunge l’ora degli Asking Alexandria: Union Jack sul telone alle spalle e sugli amplificatori, l’effigie della Regina e attitudine punk ’77. Set infuocato. La voce di Danny da un tocco in più a quello che ormai è il sound consolidato della serata, passando da scream degni dei Cradle of Filth ai growl death metal passando a melodie pop, che ,forse per il look da bravo ragazzo in camicia, ricorda Simon Le Bon.
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foto e articolo Mario Carina

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