Wrongonyou: la presentazione del nuovo album “Rebirth”

Wongonyou ci ha presentato il suo nuovo capitolo musicale “Rebirth” lo scorso 6 marzo. Durante l’incontro Marco Zitelli ci ha raccontato a suon di note traccia per traccia il suo nuovo album. 

Wongonyou è un cantautore romano classe 1990 che riesce a fondere folk, elettronica ed una voce unica per intensità in un progetto dal grande respiro internazionale. 

Qui le foto realizzate da Elisa Hassert per lamusicarock.com: 

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 Wrongonyou @Raffles Milano 06/03/2018

Di seguito il racconto di Rebirth track by track di Wrongonyou:

TREE
In questa canzone ho provato a immedesimarmi in un albero, immaginando i miei piedi come radici e le
mie braccia come rami: ho provato la sensazione che i raggi del sole fossero l’unica cosa a toccarmi
davvero.
PROVE IT
“Prove it” è una canzone che porto con me da qualche anno e che mi ha dato filo da torcere, ma è anche
uno dei brani di cui oggi sono più soddisfatto a livello compositivo. Ciò dimostra come l’amore e la cura
verso quello che fai può portare al migliore dei risultati.
REBIRTH
È per me la canzone più rappresentativa e importante del disco. Cantarla ha fatto scattare in me delle
cose a livello interiore che mi hanno cambiato e tirato su. Il concetto che ho cercato di spiegare si
sintetizza in una sola frase: “If you leave your past, will be like a rebirth”. Guardare avanti.
FAMILY OF THE YEAR
Ho scritto questo brano immaginando di vivere in un’ipotetica famiglia perfetta dove ringrazio tutti perché
mi fanno sentire il migliore dei figli, come se non esistessero problemi.
SON OF WINTER
Anche in questa canzone, mi sono immedesimato in qualcun altro. Un anziano sul letto di morte che
parla con un’ipotetica donna importante per la sua vita (una figlia o nipote). È pentito di non essersi
goduto la vita, vorrebbe che gli venissero raccontate quali sono le cose più belle al mondo.
GREEN RIVER
In questo disco la natura è molto presente. Il Green River è un fiume immaginario che mi permette di
entrare in contatto con la natura, lì c’è il vero senso: mi abbandono al suo corso e mi lascio portare via
dalla corrente.
SWEET MARIANNE
È l’unico brano rimasto chitarra e voce. È una dichiarazione d’amore di un lui ad una lei che racconta
quanto il suo cuore sia puro. Per questo ho voluto tenere la canzone pura come è nata.
THE LAKE
“The Lake” parla appunto di un lago che ha dei poteri purificanti, in grado di ripulire anima e mente. Mi
sono ispirato a una scena del film “Fratello, dove sei?“ (2000, diretto dai fratelli Coen). È anche una
canzone alla quale sono molto grato perché ha segnato la mia strada di musicista.
I DON’T WANT TO GET DOWN
Questo è un vero e proprio contatto e dialogo tra uomo e natura. Il protagonista trova la forza e
l’ispirazione per non restare giù ma rialzarsi.
SHOULDERS
Questa canzone è la realizzazione di un sogno: scrivere una colonna sonora. Infatti ho scritto
“Shoulders” per il film “Il premio“ (2017, di Alessandro Gassmann), di cui ho curato tutte le musiche.
Parla di quanto sia importante credere in se stessi.
KILLER
È una delle canzoni alla quale sono più legato sia per il grande aiuto che mi ha dato nella mia carriera
sia perché è una delle prime canzoni che ho scritto. Parla del sottile confine tra l’amore verso se stessi e
l’egoismo che spesso viene confuso o frainteso.

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