Honeybird & the birdies: il nuovo disco “You should reproduce” – la recensione

300Honeybird & the birdies sono una delle band più bizzarre e geniali presenti sul territorio italico. Escono il 24 ottobre 2012 con il loro nuovo album “You should reproduce”. Tre personaggi eccentrici che partendo da una bislacca matrice di world music miscelano sonorità brasiliane, indie-rock, psichedelia tropicale e punk. Los Angeles, Catania e Torino sono le loro città di provenienza. Charango, batteria e basso i loro strumenti principali. Tutti cantano, tutti ballano. Tante lingue e dialetti. Coreografie folli e divertenti. Sono uno spettacolo coinvolgente, come una piccola orchestra, capace di dar vita ad un grandioso baccanale, riempendo di fisicità e colori il palcoscenico. Nel 2010 è uscito il loro primo album “Mixing Berries” (Duckhead Green Music) che ha riscosso grandi consensi sia di critica che di pubblico (il brano “Don’t trust the butcher” viene inserito nella colonna sonora del film di Carlo Mazzacurati “La Passione”). Il loro nuovo album “You Should Reproduce” uscito per “La Famosa Etichetta Trovarobato” vede la produzione di Enrico Gabrielli (Calibro 35, Mariposa) ed il mix di Tommaso Colliva. Honeybird & the birdies è stata la prima band in Italia a superare una quota di oltre 7.000 dollari attraverso il finanziamento popolare, coproducendo il disco con 150 utenti del portale di crowdfunding “Kickstarter”. La storia di questo album comincia con una visita ginecologica. La cantante e polistrumentista italo-americana Monique “honeybird” Mizrahi si reca dalla propria ginecologa per una visita di routine. Alla fine del controllo la dottoressa le consiglia caldamente “You should reproduce!”. L’esortazione del medico e l’idea che ogni donna “debba” riprodursi soltanto perché “in grado di” riprodursi le danno l’idea per il brano manifesto dell’album dal titolo omonimo. Il contorno di questo brano centrale è un festa di rumori, voci, strumenti, generi che si mischiano. Sembra di salire su un autobus sgangherato e girare il mondo intero in dieci pezzi. Colori e odori, braccia e sudore. Una storia complicata e incasinata che però trova il suo posto. Un bazar turco che diventa traffico newyorkese o notte gitana o festa in spiaggia al mare. Un disco bellissimo. Anche se quello che veramente non si dovrebbe perdere è una loro esibizione live. Vivamente consigliati!

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