Il Magazine Rolling Stone Italia, ha deciso di festeggiare il suo centesimo numero, proponendo ai lettori la classifica dei “Dischi Italiani più belli di sempre”. Si tratta di 100 album selezionati da un panel di 100 giurati, ognuno dei quali ha dovuto scegliere i suoi dieci dischi “definitivi”. Il criterio è stato quello di selezionare un solo album per artista. Scelta opinabile, nel senso che è difficile pensare che un solo album di De André, sia presente nei primi 100. Una scelta che però ha sicuramente consentito di garantire maggiore spazio a tutti gli artisti. Un secondo criterio è stato quello di escludere tutti i dischi pubblicati prima della nascita del Rock n’ Roll.
I risultati, come sempre quando si tratta di classifiche, lasciano ampio spazio a discussioni. Noi ci limitiamo a riportare la graduatoria pubblicata da Rolling Stone, lasciando a voi la possibilità di commentare, criticare e inviare la vostra classifica.
I 100 dischi italiani più belli di sempre:
1. Vasco Rossi: Bollicine
2. Franco Battiato: La voce del padrone
3. Lucio Battisti: Una donna per amico
4. Fabrizio De Andrè: Crêuza de mä
5. Jovanotti: Lorenzo 1994
6. Vinicio Capossela: Ovunque proteggi
7. Diaframma: Siberia
8. CSI - Consorzio Suonatori Indipendenti: Linea gotica
9. Area: Arbeit Macht Frei
10. Adriano Celentano: Adriano Celentano con Giulio Libano e la sua orchestra
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Fine anno si sa, è tempo di classifiche. Anche noi non siamo stati in grado di sottrarci alla logica da best of, così abbiamo scelto una top ten di canzoni. Siamo a conoscenza di come questo sia stato l’anno di Adele, Lady Gaga, Katy Perry e Rhianna ma sappiamo anche che ogni altra classifica (vendite, video più bello, download) le vede protagoniste. Così abbiamo scelto di escluderle a priori (sicuro non ce ne vorranno), e di selezionare alcuni fra i migliori brani del 2011. Si tratta di una selezione piuttosto eterogenea, un piccolo estratto di qualcosa da portarsi dietro nel bagaglio rock-pop con attaccatta la targhetta 2011.
I top 2011 secondo “LaMusicaRock.com”:
10) Jovanotti – Il più grande spettacolo dopo il big bang. Tormentone
9) Coldplay - Every teardrop is a waterfall. Sperimentale, forse scontenta chi voleva un’altra Trouble, sicuramente qualcosa di nuovo.
8 ) Vasco - Manifesto futurista della nuova umanità. Il riff di chitarra assomiglia forse davvero troppo ad “Uprising” dei Muse, ma è sicuramente il miglior pezzo di Vasco da un pò di anni a questa parte.
7) Red Hot Chilli Peppers – The adventures of raindance maggie. Il gradito ritorno del funk-rock dei Red Hot senza Frusciante
6) Subsonica – Il Diluvio. Una voce, un sound, uno stile di cui abbiamo sempre bisogno
5) Verdena – Razzi Arpia Inferno e Fiamme. Wow!
4) Negrita – Brucerò per te. Ultima frontiera di un rock italiano che stà scomparendo.
3) R.E.M – We All Go Back To Where We Belong. Il malinconico ma sereno addio di una delle più grandi band degli ultimi trent’anni. Memorabile il video nella versione di Kristen Dunst.
2) Coldplay – Paradise. Musica d’autore, sperimentazione, novità e tormentone da classifica. Tutto in solo brano. Questi sono i Coldplay
1) R.E.M. – ÜBerlin. Per noi il miglior pezzo del 2011. Ci mancherete. Cosa aggiungere?
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Fine anno si sa, è tempo di classifiche. Così anche Itunes ha deciso di adeguarsi alla stagione natalizia, pubblicando la classifica dei pezzi più scaricati nella storia dello store Online di Apple. A farla da padroni sono i Black Eyed Peas, che piazzano ben due singoli sul podio. Si tratta di “I gotta feelin”, successo planetario del 2008, al vertice, e “Boom Boom Pow” in terza. Fra Fergie e compagni si piazza Lady Gaga con la sua “Poker Face”.
Decisamente poco lo spazio in classifica per il rock ed il pop-rock. Eccezion fatta per la quinta posizione dei Coldplay con la loro “Viva la Vida“, e per la 23esima posizione dei Kings of Leon con “Use Somebody“.
Ecco la classifica completa:
1. “I’ve gotta feeling”, Black Eyed Peas
2. “Poker Face”, Lady Gaga
3. “Boom Boom Pow”, Black Eyed Peas
4. “I’m Yours”, Jason Mraz
5. “Viva la Vida”, Coldplay
6. “Just Dance”, Lady Gaga e Colby O’Donis
7. “Low” (con T-Pain), Flo Rida
8. “Love Story”, Taylor Swift
9. “Bleeding Love”, Leona Lewis
10. “Tik Tok”, Ke$ha
11. “Disturbia”, Rihanna
12. “So What”, P!nk
13. “I Kissed a Girl”, Katy Perry
14. “Single Ladies (Put a Ring On It)”, Beyoncé
15. “Hot N Cold”, Katy Perry
16. “Stronger”, Kanye West
17. “Live Your Life” (con Rihanna), T.I.
18. “Hey There Delilah”, Plain White T’s
19. “Right Round”, Flo Rida
20. “Party In the U.S.A.”, Miley Cyrus
21. “Don’t Stop Believin’”, Journey
22. “Bad Romance”, Lady Gaga
23. “Use Somebody”, Kings of Leon
24. “Fireflies”, Owl City
25. “How to Save a Life”, Fray
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Il sito ExecDigital ha recentemente stilato una curiosa graduatoria. Il portale, dedicato al settore delle chitarre e rivolto a esperti e dirigenti delle principali case di produzione a sei corde, ha provato a stilare una graduatoria delle
cinque chitarre più costose della storia del rock. La graduatoria si basa su criteri quali: modello, chitarrista ed occasione in cui lo strumento è stato usato. Le cifre fanno girare la testa. Ecco la classifica:
5. La Gibson ES0335 TDC del 1964 di Eric Clapton
E’ lo strumento suonato da Slowhand per tutto il 1964. In seguito ad un’asta, questa chitarra è diventata la Gibson più costosa del mondo a 847.500 dollari
4. Blackie – Stratocaster Hybrid di Eric Clapton
Nel 1970 Clapton cambiò preferenze e passò dalla Gibson alla Fender e in Texas acquistò sei “Strat”. Tre le regalò a George Harrison, Pete Townshend e Steve Winwood, mentre le altre tre le sezionò e con le parti costruì la mitica Blackie che fu la sua fedele compagna dal 1973 al 1985. Venduta a 959.000 dollari
3. Washburn 22 Series Hawk di Bob Marley
In tutta la sua carriera Marley suonò solamente sette chitarre. Questa è una di esse. Il governo giamaicano la considera una risorsa a livello nazionale. Il suo valore si aggira tra 1.2/2.0 milioni di dollari
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Fine anno si sa, è tempo di bilanci e classifiche, impossibile sottrarsi alla tradizione anche per il mensile britannico “Q”. La rivista grazie un sondaggio fra i suoi elettori ha provato a stabilire quale potesse essere il miglior album rock, degli ultimi 25 anni. I risultati hanno premiato i Radiohead. Il loro “Ok Computer” album del 1997 contenente brani del calibro di “Paranoid Android” e “Karma Police”, si è classificato al primo posto. Immediatamente alle sue spalle altre due pietre miliari della musica rock. Al secondo posto di è piazzato infatti lo storico “Nevermind” dei Nirvana, mentre terzo si è classificato il capolavoro degli Oasis “What’s the story? Morning Glory”. Oasis che hanno piazzato in classifica un altro loro albumo, ovvero “Definitely Maybe”, classificatosi al quarto posto. Ultimo in top-five “Whatever people say I am that’s what I’m not” degli Arctic Monkeys. Questo quanto decretato dai lettori di “Q”, voi cosa ne pensate? Dite la vostra.
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L’autorevole rivista Rolling Stone, fondata nel 1967 a San Francisco da Jann Wenner e dal critico musicale Ralph J. Gleason, ha pubblicato la lista dei 30 migliori album del 2010. Al primo posto “My Beautiful Dark Twisted Fantasy” del rapper, beatmaker e produttore discografico statunitense Kanye West. Al secondo posto The Black Keys con Brothers, mentre al terzo si è piazzato Elton John and Leon Russell con The Union. Nella top ten anche il ritorno di Eminem con “Recovery”, mentre sorprende il tredicesimo posto della cantautrice 21enne americana Taylor Alison Swift.
Ecco la graduatoria compreta:
1. Kanye West, My Beautiful Dark Twisted Fantasy
2. The Black Keys, Brothers
3. Elton John and Leon Russell, The Union
4. Arcade Fire, The Suburbs
5. Jamey Johnson, The Guitar Song
6. Vampire Weekend, Contra
7. Drake, Thank Me Later
8. Robert Plant, Band of Joy
9. Eminem, Recovery
10. LCD Soundsystem, This Is Happening
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Le Power Ballads sono entrate prepotentemente nel panorama musicale all’inizio degli anni ’70 e grazie a loro i Rockers han potuto finalmente mostrare un lato più soft e sentimentale, sdoganandosi così in parte dal clichè di perenni cattivi ragazzi (“badasses”). Immediatamente è diventato un genere di successo, difatti da allora la maggior parte degli artisti rock, nei loro album, tendono a mettere almeno uno o due brani di questo tipo.
La nostra top 5…
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Mica per niente. Ti alzi, sbadigli, cerchi di richiudere gli occhi. Invano. Sono le 8. Si travaglia. Anche oggi. Ma alle 16 c’è l’Italia. E me la vedo. Al lavoro. Alla faccia di Renato Brunetta. Ma il lasso di tempo che va a precedere. Lo musico. Qualche frase, un paio di ritornelli. E viene su da sola. La top five che precede la partita. Cruciale, decisiva. Non esiste criterio, non cercatelo. Avessero giocato domani, le cinque sarebbero state altre ancora. Ovvio. Io dico:
1. LEVA CALCISTICA CLASSE ’68 (Francesco De Gregori): una toccante storia di calcio, di vita e di formazione giovanile. E speriamo che nessuno abbia paura di sbagliarlo, il calcio di rigore.
2. HEROES di David Bowie (inserita nella colonna sonora di Christiane F., noi i ragazzi dello zoo di Berlino. Il riferimento non è casuale manco pe’ niente).