Margherita Zanin: Zanin – la recensione

Zanin è il disco d’esordio quasi-omonimo di Margherita Zanin, una giovane artista savonese dalla voce calda e dall’anima blues.

 

 

di Eleonora Montesanti 

 

Otto brani: due in italiano e sei in inglese, sonorità che spaziano dal cantautorato classico dell’Italia degli anni ’60, al rock americano anni ’90, al blues più classico. In sostanza questo è Zanin, l’album d’esordio di Margherita Zanin, ventitreenne savonese che ha collaborato alla produzione dell’album con Roberto Costa, creando un disco con una personalità spiccata e molto particolare. 

Non è facile stare in equilibrio tra i generi e il cantato in diverse lingue, infatti al primo ascolto l’impressione può essere quella di avere di fronte otto belle canzoni, arrangiate con cura e precisione e cantate divinamente, ma senza un vero e proprio collante che le tenga unite. Pian piano, però, ascolto dopo ascolto, il disco gira su se stesso e le canzoni si amalgamano l’un l’altra, e questo, pensate un po’, si converte in un punto di forza. Quando mai capita, nello stesso viaggio, di incontrare canzoni come Piove (così intime, classiche e senza tempo), I must forget (un po’ alla Radiohead, asciutta e ossessiva), Travel Crazy (un incontro bellissimo tra Ugly Kid Joe e Alanis Morissette) e Joe’s Blues (un blues classico e incalzante)? 

Tra gli altri episodi interessanti ci sono la cover di Generale di Francesco De Gregori, i cui arrangiamenti suonano attuali e personali, e poi il brano che chiude il disco, The lord coming home, una sorta di blues che esonda in un bellissimo gospel, denso di commozione e spiritualità. 

Insomma, Margherita Zanin è una bella sorpresa. Vien da chiedersi come sarà il suo live, ma sono abbastanza certa che sarà altrettanto sorprendente. A tal proposito, proprio in questi giorni è in tour, qui sotto potete leggere le date:

7/4 – Bergamo – Teatro in disparte
8/4 – Milano – Spazio Ligera 
9/4 – Carnate (MB) – Mingus 
11/5 – Ceriale (SV) – CCCP 
13/5 – Savona – Circolo culturale Chapeau