Collettivo Ginsberg: ASA NISI MASA – recensione

collettivo ginsbergElena Giosmin

Siamo così abituati ad ascolti immediati e semplici, soprattutto in ambito italiano, che un album come ASA NISI MASA (titolo misterioso e incomprensibile) colpisce come un pugno in pancia. Il Collettivo Ginsberg è un progetto musical-letterario nato nel 2004 in terra romagnola dall’incontro tra Cristian Fanti e Andrea Rocchi.

L’album di debutto, in uscita a fine Ottobre per l’etichetta inglese Seamount Production e prodotto da Marco Bertoni, è il necessario sviluppo dell’EP DE LA CRUDEL, che aveva già ottenuto parecchi consensi e messo in luce le qualità del quintetto, ora stabilizzatosi, dopo aver cambiato diversi elementi nel corso degli anni: Cristian Fanti (voce), Federico Visi (chitarre elettriche, Moog), Alberto Bazzoli (pianoforte, organo, Fender Rhodes), Gabriele Laghi (conttrabbasso) ed Eugenioprimo Saragoni (batteria, percussioni).

Si parte in dialetto, si continua con un electrorock psichedelico potente, mentre sullo sfondo, il pensiero vola a un’assonanza vocale e di accento quasi blasfema…sembra, in alcuni punti, di sentire un incazzato e destabilizzato Cesare Cremonini dopo un’orgia di donne sconosciute e acidi, su cui aleggia l’anima mai doma di Jim Morrison, il Jim Morrison meno ammiccante ma più concentrato nella sperimentazione mentre canta Alabama Song, un Brecht d’eccezione.

I pezzi sono accattivanti, forse in alcuni punti un po’ pretenziosi i testi, ma ormai le parole “cuore e amore” ci hanno anche stufati, ed è comunque volontà del Collettivo applicare il cut-up dadaista (un montaggio con l’accostamento di brandelli originali a pezzi di Ginsperg, Pasolini, Miller, Bukowski…ecc per raggiungere nuove valenze semantiche) e ricercare uno stile letterario ben definito.

Il tutto suona molto coerente, quasi un concept album con l’impronta di musicisti che suonano come fossero in una jam session. Gli arrangiamenti non sono mai banali, spesso contorti in dissonanze ossessivo-compulsive, dove i rari momenti di quiete lasciano respirare il cervello, per poi tornare a martellarlo poco dopo in un pieno coinvolgimento sensoriale ed emotivo. Si tratta di un album complesso, per palati raffinati e perché no, anche un po’ nostalgici.



Per accompagnare ed anticipare l’uscita del disco, la formazione romagnola ha ideato con la direzione di Alessandro Di Renzo (visual artist italiano residente a Barcellona) il blog “How To Cut Up”, con l’idea di creare un’opera musical-visuale che racconti la creazione di ASA NISI MASA attraverso un dialogo per immagini sotto forma di brevi video, che si concretizzerà alla fine del progetto nel videoclip del primo singolo estratto dall’album, “Canto Erotico Primitivo”.