Le interviste di Indiegeno Fest: Giovanni Truppi

giovanni TruppiLe interviste di Indiegeno Fest si chiudono con la velocissima chiacchierata con Giovanni Truppi, beccato al volo qualche minuto prima di salire sul palco del Teatro Greco di Tindari.

Di origini napoletane, ha esordito nel 2010 e da quel momento non ha mai smesso di farsi notare sui palchi di tutto lo stivale, tanto che ormai è una delle certezze del nostro panorama indie.

Prima di lasciarvi all’intervista, non ci resta che dire di lui: “Stai andando bene Giovanni”.

Sei emozionato di suonare in questa location?
Sì, devo dire di sì, perché è bellissimo e anche perché ci sono gli Afterhours che sono una band che amo da moltissimi anni, quindi quando mi capita di incrociarli è sempre emozionante.

Conoscevi il festival? Cosa ne pensi?
Mi sembra molto bello, tutti gli artisti che ci partecipano mi sembrano interessanti, la location è splendida…

Qual è il momento migliore per comporre una canzone?
Molte idee mi vengono mentre guido.

La cosa più assurda che ti è capitata in tour?
Una volta ho dimenticato la chitarra in un posto dove suonavo, me ne sono accorto il giorno dopo. L’ho dimenticata in Abruzzo e me ne sono accorto tornato a Roma.

Che progetti hai in cantiere in questo periodo?
Sto scrivendo il nuovo disco e tra un po’ mi fermerò con il tour e mi concentrerò sulla scrittura.

Intervista a cura di Egle Taccia