Gruppi inglesi sunset

Published on giugno 6th, 2012 | by Anji

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Rock Jubilee @ London 2012

Vi riportiamo un bel reportage da Londra raccolto da Linkiesta, che a sua volta ha fatto questa bella scoperta dal mondo infinito dei blogger. Non solo un giubileo elegante e sfarzoso quello della Regina Elisabetta, ma anche accompagnato dalla musica inglese, quella che ci piace, quella rock! A scrivere è THE BLAIR MUM PROJECT : BLOG DI UNA MAMMA (E FIGLIA) A LONDRA.

“ Succede, poi, che degli amici appena arrivati a Londra, ti dicono di raggiungerli al parco per un qualche concerto. E tu non t’interessi, semplicemente vai, perché vuoi stare con loro e ti andrebbe bene qualsiasi cosa. Ma poi arrivi e capisci che quella sarà una magnifica serata. Entri in Hyde Park, seguendo la folla, sulle note di Stevie Wonder che, live, sta cantando a pochi metri da te. E tu canti e balli, mentre cammini in mezzo a migliaia di persone che, come te, in quel momento, sono incredule, o forse, solo più organizzate e si sono scaricate il programma della serata. Ad ogni modo, non sei a conoscenza di niente e questo rende il tutto ancora più magico. E succede poi che c’è il tramonto, e tu proprio non ci vuoi credere che a Londra, stasera, ci sia il cielo più romantico dell’universo. E la luna è piena. E vendono le birre. E dopo Stevie Wonder, che è esattamente come lo avevamo lasciato, arriva sul palco Elton John e canta Crocodile Rock e ancora Your Song, quella che cantavi sempre dopo averla sentita in metropolitana a Parigi, il 14 luglio di vent’anni fa. E ti senti una ventenne, che canta a squarciagola, libera, che balla con tutti, ridi, e ti abbracci con i tuoi amici, e sogni ad occhi aperti e sorridi col cuore. E ti chiedi come farai a contenere tutto questo dentro quel tuo corpicino così piccolo, e quante persone vorresti qui, adesso, per poter condividere questo momento. Vorresti ballare ancora, come se fossi su una bella spiaggia, senza pensieri, nella tua fuga d’amore, sotto le stelle, come stasera. E poi cantano quegli altri, i Madness, dal tetto di Buckingham Palace, la casa della regina, mentre lei è fuori ad ascoltare il concerto come te, poco lontana, e proprio quel palazzo immenso inizia a spogliarsi e le immagini si ripetono, giganti, come fossero vestiti, mille colori: sì, Buckingham Palace si spoglia e si riveste ed i suoi vestiti sembran cascare giù. In sottofondo, la canzone d’amore, ma pur sempre rock, perché qui siamo in Inghilterra ed è tutto sempre ed assolutamente rock. Finiscono i cuori, entra la chitarra nei colori della union jack, la mitica bandiera inglese. E’ LUI, Paul. Per il gran finale. E allora impazziamo con Live and Let Die, e poi ancora Obladi Oblada ed io urlo che domani non ho più voce e ballo sembro venuta dalla campagna: prendo tutti sottobraccio. Infine, immancabile il destino, Let It Be. Lascia che sia, lascia che sia una splendida serata, lascia che sia una splendida vita, non importa quel che ti hanno fatto o quel che ti è successo, ogni giorno la vita è tua, renditela bella, goditela, vivitela, amala. E dio se io l’amo, l’amo follemente che non la lascerei mai più.”

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